Nuovi sviluppi nell'inchiesta milanese sui "cecchini del weekend". Salgono a quattro gli indagati per omicidio aggravato. Un uomo di 64 anni è stato convocato per un interrogatorio.
Nuovo indagato nell'inchiesta sui cecchini
La procura di Milano ha notificato un secondo invito a comparire. L'indagine riguarda i cosiddetti "cecchini del weekend".
Questi individui sono accusati di aver ricevuto pagamenti per uccidere. Le vittime includevano donne, anziani e bambini. Gli omicidi sarebbero avvenuti nella Sarajevo assediata tra il 1992 e il 1995.
La persona convocata è un uomo di 64 anni. Risiede nella provincia di Alessandria. Ha ammesso in passato di essere stato in Bosnia. Affermava di aver combattuto con un gruppo paramilitare.
Tuttavia, ha negato ogni coinvolgimento in "safari a pagamento".
Quattro indagati per omicidio volontario
L'inchiesta è condotta dal pm Alessandro Gobbis e dal procuratore Marcello Viola. Il numero degli indagati per omicidio volontario continuato è salito a quattro.
L'aggravante riguarda i motivi abietti. L'uomo convocato lunedì prossimo è un ex cacciatore. In passato ha lavorato come cancelliere in un ufficio giudiziario ligure.
Tra gli altri indagati figura un pensionato friulano. Anche lui è stato convocato e ha negato le accuse. Ci sono poi un uomo residente in Brianza e uno in Toscana.
Fonti di prova e testimonianze
Le fonti di prova nell'indagine sono molteplici. Includono un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni. Ci sono anche articoli di stampa e interviste televisive.
Particolarmente rilevanti sono le testimonianze raccolte. Una giornalista ha fornito informazioni su un 61enne e su un anziano residente in Friuli.
Ha testimoniato anche Adriano Sofri. All'epoca dei fatti era inviato di guerra. Anche Roberto Ruzzier ha contribuito alle indagini. Ruzzier, all'epoca quarantenne, oggi 73enne, era entrato in contatto con organizzatori di viaggi.
Questi viaggi erano diretti verso le alture di Sarajevo.
Sarajevo si costituirà parte civile
La capitale della Bosnia-Erzegovina ha annunciato la sua intenzione. Si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario.
A sostegno delle indagini, vi sono anche altri documenti. Tra questi, un atto del Tribunale Permanente dei Popoli sulla ex Jugoslavia. Vi è inoltre un'annotazione dei carabinieri del Ros.
Il Ros è stato delegato dal pm Gobbis e dal procuratore Viola per condurre le investigazioni. Le indagini proseguono per chiarire la dinamica dei fatti.
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