Un giovane di 21 anni è stato arrestato a Milano con l'accusa di terrorismo internazionale. Il fermo è stato convalidato e il ragazzo è ora in custodia cautelare in carcere.
Convalidato il fermo per giovane accusato di terrorismo
La giudice per le indagini preliminari di Milano, Rossana Mongiardo, ha convalidato il fermo. La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per Zakaria Ben Haddi. Il giovane era stato fermato due giorni fa.
L'accusa riguarda il terrorismo internazionale. Il provvedimento giudiziario ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessandro Gobbis e del procuratore Marcello Viola. La decisione è stata depositata questa mattina.
Il giudice ha evidenziato diversi fattori. Tra questi, il concreto pericolo di fuga. È stato considerato anche il rischio di reiterazione del reato. Infine, è stata sottolineata la pericolosità sociale del giovane.
Consapevolezza e scuse strumentali
Durante l'interrogatorio, il 21enne è apparso pienamente consapevole. Era consapevole della gravità delle sue azioni. Si è anche scusato per quanto commesso.
Tuttavia, le scuse sono state definite strumentali. Sono state viste come un tentativo di mitigare la propria responsabilità. Questo aspetto è emerso chiaramente durante le dichiarazioni.
Il giovane, nato e residente in Brianza, utilizzava i social media. Nei suoi messaggi esaltava l'Isis. Faceva anche riferimento a eventi accaduti in precedenza.
Contenuti sui social e precedenti
I messaggi condivisi sui social network destavano preoccupazione. Contenevano riferimenti all'organizzazione terroristica Isis. Questo comportamento ha contribuito alla decisione del giudice.
Il riferimento a quanto accaduto a Modena indica un'attenzione specifica a eventi passati. Questi dettagli sono stati considerati nell'ambito dell'indagine. L'indagine mira a comprendere la portata delle sue intenzioni.
La sua attività online è stata monitorata attentamente. Le sue esternazioni sui social sono state ritenute significative. Hanno contribuito a delineare il quadro di pericolosità.
La misura cautelare in carcere
La custodia cautelare in carcere è la misura più restrittiva. È stata disposta per evitare ulteriori pericoli. Il rischio di fuga e di reiterazione del reato sono stati determinanti.
La sua piena consapevolezza della pericolosità delle azioni è un elemento chiave. Le scuse, pur presenti, non hanno modificato la valutazione del giudice. La sua pericolosità sociale è stata ritenuta elevata.
L'indagine proseguirà per accertare tutti i fatti. L'obiettivo è comprendere appieno le motivazioni e gli eventuali legami del giovane. La giustizia seguirà il suo corso per garantire la sicurezza pubblica.