Il Comune di Milano ha approvato un progetto per offrire 12 alloggi a persone discriminate appartenenti alla comunità Lgbtqia+. L'iniziativa mira a fornire supporto abitativo e integrazione sociale.
Nuovi alloggi per la comunità Lgbtqia+
Milano si impegna a sostenere la comunità Lgbtqia+. L'assessore al Welfare, Lamberto Bertolè, ha firmato delibere per garantire maggiori diritti. Un progetto sperimentale di housing sociale metterà a disposizione dodici appartamenti di proprietà comunale.
Questi alloggi si trovano nell'hinterland milanese. L'obiettivo è proteggere persone vulnerabili. In particolare, si rivolgono a individui discriminati per il loro orientamento sessuale o identità di genere. La Giunta ha approvato l'assegnazione degli alloggi a enti del Terzo settore.
Potranno essere ospitati nuclei monogenitoriali in difficoltà economica. Anche giovani allontanati dalla famiglia per motivi legati alla loro identità di genere o orientamento sessuale troveranno accoglienza. Queste persone spesso incontrano ostacoli nell'accesso al mercato immobiliare privato.
Patto di accoglienza e residenza a Milano
Gli ospiti dovranno sottoscrivere un patto di accoglienza con il Comune. La permanenza negli alloggi avrà una durata massima di diciotto mesi. I beneficiari devono essere residenti a Milano. Devono dimostrare di poter gestire le proprie necessità primarie.
È richiesta anche la disponibilità a contribuire alle spese dell'alloggio. Gli assessori Lamberto Bertolè (Welfare) e Fabio Bottero (Edilizia residenziale pubblica) hanno sottolineato il valore politico dell'iniziativa. «La delibera porta con sé anche un importante messaggio politico», hanno dichiarato.
«Milano non volta le spalle a chi subisce discriminazioni legate al proprio modo di essere e di amare», hanno aggiunto gli assessori. Questo progetto rafforza l'impegno della città verso l'inclusione.
Nasce il Rainbow Center in ex Ansaldo
La Giunta ha approvato anche le linee guida per la creazione del Rainbow center. Si tratta di un centro polifunzionale dedicato alla comunità Lgbtqia+. Sarà individuato tramite un avviso pubblico.
Il centro offrirà servizi di accoglienza e ascolto. Fornirà supporto e consulenza su tematiche specifiche. Le attività saranno rivolte a tutta la comunità. La sede individuata è l'ex Ansaldo.
Questa iniziativa si aggiunge al progetto di housing sociale. Entrambi mirano a migliorare la vita delle persone Lgbtqia+. Milano conferma la sua vocazione di città aperta e inclusiva.
Domande frequenti
Quante case verranno messe a disposizione?
Saranno messi a disposizione dodici appartamenti comunali per un progetto sperimentale di housing sociale.
Chi potrà beneficiare di questi alloggi?
Potranno essere ospitati nuclei monogenitoriali in difficoltà economica e giovani allontanati dalle famiglie a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere.