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Allarme a Milano: nel 2024 sono stati registrati 101 casi di violenza sessuale su minori di 14 anni in Lombardia. Oltre un terzo delle vittime ha meno di 14 anni.

Emergenza disagio giovanile in Lombardia

La Lombardia affronta un'emergenza legata al disagio giovanile. I dati del Ministero dell'Interno, Dipartimento di pubblica sicurezza, rivelano un quadro preoccupante. Nel corso del 2024, sono stati denunciati 101 casi di violenze sessuali ai danni di minori con meno di 14 anni.

Questi numeri rappresentano solo una frazione della realtà. La pedagogista Francesca Imbimbo, coordinatrice del Centro Tiama di Milano, sottolinea che le denunce costituiscono appena l'1% dei casi effettivi. «Il denunciato è solo la punta di un iceberg», afferma la dottoressa Imbimbo.

Maltrattamenti sui minori: dati allarmanti

Un'indagine condotta da Cismai e Terre des hommes per il Garante nazionale dell’infanzia evidenzia cifre allarmanti a livello nazionale. Sono 374.310 i minorenni seguiti dai servizi sociali. Di questi, il 30% (113.892) sono vittime di maltrattamento. Si tratta di un aumento del 58% rispetto al 2018.

La forma di maltrattamento più diffusa è la trascuratezza (Neglect), che colpisce il 37% dei minori. L'abuso sessuale, invece, si attesta intorno al 2%. Questi dati, sebbene significativi, non colgono la piena gravità del fenomeno.

Violenze sessuali su minori: le dinamiche

Tornando ai dati specifici della Lombardia, i 101 casi di violenza sessuale su minori di 14 anni nel 2024 sono particolarmente inquietanti. Di questi, ben 39 sono stati perpetrati da altri minori, anch'essi sotto i 14 anni. Questo dato evidenzia una pericolosa inversione di tendenza.

La dottoressa Imbimbo spiega le complesse dinamiche che impediscono alle vittime di parlare. «Alcuni bambini e bambine parlano quasi subito, ma non vengono creduti o ascoltati», spiega. Altri subiscono pressioni psicologiche. L'abusante può usare rinforzi affettivi o minacce verso i familiari. Questo porta i bambini a «congelarsi» e a non riuscire a chiedere aiuto.

Resistenza psicologica e ruolo dei media

La difficoltà nel credere all'abuso su un minore è un ostacolo significativo. «Anche noi ci scontriamo con resistenze psicologiche molto forti nelle famiglie in cui avvengono queste violenze», ammette Imbimbo. Spesso, la negazione è una reazione più facile rispetto all'accettazione di una realtà così dolorosa.

«Se per crescere un bambino ci vuole un villaggio, anche per abusare di un bambino ci vuole un villaggio», afferma la pedagogista. Gli adulti circostanti potrebbero non accorgersi dei segnali se non sono preparati a riconoscerli. Il ruolo dei media diventa cruciale. Bisogna informare la società che questi non sono eventi isolati o opera di «mostri». È fondamentale spiegare che la differenza di età può nascondere uno squilibrio di potere.