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Un uomo è stato condannato a 10 anni di carcere per aver adescato e violentato due giovani nel Milanese. Le vittime, amiche conosciute in una comunità, sono state sequestrate e abusate in un casolare.

Adescate con la promessa di un tatuaggio

Due giovani amiche, di 17 e 18 anni, hanno vissuto un incubo. Si erano conosciute in una comunità per ragazze in difficoltà. La loro amicizia era profonda. La più giovane desiderava farsi tatuare il nome dell'amica sul braccio. Un gesto d'affetto che si è trasformato in tragedia. Hanno incontrato un uomo a Milano nella primavera dell'anno precedente. L'uomo si è presentato come tatuatore. Ha offerto di realizzare il desiderio delle ragazze.

Ha promesso di incidere sulla pelle quel simbolo di profonda amicizia. Le ha attirate con questa promessa. Il suo vero intento era ben diverso. Le ha condotte in un luogo isolato. Lì, la situazione è precipitata rapidamente. L'inganno ha lasciato spazio alla violenza. La fiducia è stata brutalmente tradita.

Sequestro e violenza in un casolare

Invece di realizzare il tatuaggio promesso, l'uomo le ha trascinate in un casolare isolato. Questo luogo si trovava nell'hinterland milanese. Le ha poi sequestrate. Le ha tenute prigioniere per ore. La violenza è stata consumata in quel luogo desolato. Una delle ragazze ha subito minacce dirette. L'aggressore ha puntato un coltello alla sua gola. Questo atto ha aumentato il terrore. Entrambe sono state vittime di abusi.

La situazione è degenerata in un vero e proprio incubo. La promessa di un'opera d'arte si è rivelata un pretesto. La loro vulnerabilità è stata sfruttata senza scrupoli. Il casolare è diventato teatro di un crimine efferato. Le autorità hanno poi ricostruito i fatti. La gravità degli eventi è emersa chiaramente.

Condanna a 10 anni e risarcimento

Oggi, il giudice milanese Cristian Mariani ha emesso la sentenza. Con rito abbreviato, ha condannato un uomo di 33 anni, di nazionalità tunisina, a 10 anni di carcere. L'imputato era stato arrestato in Spagna. Attualmente si trova nel carcere di San Vittore. Il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale. Sono stati disposti 25 mila euro per ciascuna delle due vittime. Questo risarcimento è un primo passo verso la giustizia.

L'uomo, dopo la lettura della sentenza, ha protestato vivacemente. Ha definito la pena troppo severa. Ha gridato, in parte in arabo e in parte in italiano, che per lui «è la morte». La sua reazione è stata forte. Il giudice ha accolto la ricostruzione dei fatti. Questa era stata presentata dall'ex pm Maurizio Ascione. Quest'ultimo ora lavora alla Procura Europea. La pena è stata ridotta di quattro anni rispetto alla richiesta iniziale. La riduzione è dovuta a una diversa valutazione delle aggravanti.

La ricostruzione dell'amicizia e dell'aggressione

Le due ragazze si erano conosciute in una struttura protetta. La più grande, con un carattere forte, aveva ispirato ammirazione. Da questa ammirazione era nata un'amicizia solida. Questa amicizia è rimasta intatta anche dopo la separazione forzata. La più giovane voleva imprimere quel legame sulla pelle. L'amica, nel frattempo, aveva lasciato la comunità. Aveva completato un percorso di recupero. Aveva ottenuto un diploma e trovato un lavoro.

È stata proprio lei a incontrare l'uomo tunisino. L'incontro è avvenuto in zona Città Studi. Lei viveva lì. Ha creduto sinceramente che fosse un tatuatore. Pensava che potesse realizzare il desiderio dell'amica. Il costo sarebbe stato accessibile per le loro possibilità economiche. L'illusione è durata poco. La realtà si è rivelata ben più crudele.

Il salvataggio e l'arresto

Il 25 marzo, giorno fissato per l'appuntamento, l'uomo le ha invitate a seguirlo. Li ha condotti in un casolare semi abbandonato. Questo si trovava nella campagna vicino a Segrate. Lì le ha sequestrate. Le ha violentate per diverse ore. A salvarle è stato un coinquilino dell'aggressore. Quest'ultimo si è reso conto della gravità della situazione. Ha deciso di intervenire e le ha liberate. Le ragazze hanno potuto così sfuggire all'incubo.

L'imputato è stato rintracciato grazie al numero di cellulare fornito da una delle vittime. Le indagini hanno portato al suo arresto. È stato catturato in Spagna tramite un mandato di arresto europeo. Durante il processo, l'uomo si è contraddetto. La sua versione dei fatti è risultata poco credibile. La sentenza di primo grado ha confermato la sua colpevolezza.

Domande e Risposte

D: Dove è avvenuto il sequestro e la violenza?
R: Il sequestro e la violenza sono avvenuti in un casolare isolato nell'hinterland milanese, vicino a Segrate.

D: Qual era la promessa fatta dall'aggressore alle vittime?
R: L'aggressore ha promesso alle due giovani di realizzare un tatuaggio, spacciandosi per un tatuatore professionista.

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