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Il mercato illegale di prodotti da fumo e inalazione ha raggiunto 1,2 miliardi di euro nel 2025. Le stime indicano perdite fiscali per 690 milioni e un impatto sull'occupazione.

Illeceità nel settore dei prodotti da fumo

Nel corso del 2025, il valore del mercato illegale legato ai prodotti da fumo e da inalazione ha raggiunto una cifra considerevole. Si stima che questo giro d'affari non ufficiale ammonti a circa 1,2 miliardi di euro. Questa somma rappresenta il 4,8% dell'intero mercato legale.

Le conseguenze per le casse dello Stato sono significative. Le perdite dirette per l'erario sono quantificate in 690 milioni di euro. L'indagine, condotta da Logista e Ipsos, evidenzia anche un potenziale impatto negativo sull'occupazione. Si parla di circa 5.900 posti di lavoro a rischio.

In termini di fatturato, la perdita stimata si aggira intorno ai 630 milioni di euro. Nonostante la crescita del ricorso a canali non ufficiali, il mercato illecito si mantiene stabile rispetto all'anno precedente. Questo dato è attribuito, secondo Logista, al parziale rientro nel mercato legale delle sigarette elettroniche.

Canali di acquisto e impatto delle direttive UE

Le modalità di acquisto dei prodotti da fumo illegali confermano le tendenze già osservate negli anni passati. Per il tabacco tradizionale, circa due terzi delle vendite non ufficiali avvengono tramite canali fisici, come negozi o bancarelle non autorizzate. Questo indica una persistente circolazione di prodotti al di fuori dei circuiti legali.

La situazione cambia per le sigarette elettroniche. In questo segmento, l'illegalità si manifesta prevalentemente online. Circa il 61% degli acquisti illeciti di sigarette elettroniche avviene infatti tramite piattaforme digitali, spesso non tracciabili.

La ricerca ha anche analizzato l'impatto delle future normative europee. Solo gli aumenti previsti dalla Direttiva UE sulle accise per il tabacco tradizionale potrebbero generare ulteriori perdite erariali. Si stima che queste possano superare 1 miliardo di euro.

L'impatto occupazionale complessivo, considerando questi aumenti, potrebbe salire ulteriormente. Le previsioni indicano un possibile incremento fino a 6.400 posti di lavoro a rischio. Nonostante le future maggiorazioni di prezzo, un intervistato su dieci dichiara che ricorrerebbe comunque all'acquisto di prodotti da fumo e da inalazione tramite canali non ufficiali.

Dati e prospettive sul mercato illecito

I dati emersi dall'indagine di Logista e Ipsos dipingono un quadro preoccupante. Il mercato illecito di prodotti da fumo rappresenta una fetta non trascurabile dell'economia. Le perdite per il fisco sono ingenti e l'impatto sull'occupazione è tangibile.

La distinzione tra canali fisici e online per l'acquisto di prodotti illegali è un elemento chiave. Mentre il tabacco tradizionale si muove ancora in gran parte offline, le sigarette elettroniche trovano terreno fertile nel web. Questo richiede strategie di contrasto differenziate.

Le future direttive europee, sebbene mirino a disincentivare il consumo, rischiano di alimentare ulteriormente il mercato nero. La volontà di alcuni consumatori di rivolgersi a canali non ufficiali, anche a fronte di aumenti di prezzo, sottolinea la complessità del fenomeno.

La collaborazione tra enti di ricerca e aziende del settore è fondamentale per monitorare e contrastare queste attività illegali. L'obiettivo è proteggere le entrate statali e salvaguardare i posti di lavoro nel settore legale.