I mercati azionari europei estendono le perdite, influenzati negativamente dai future statunitensi e dalle tensioni geopolitiche. Milano registra un calo dell'1%, mentre i settori del lusso e automobilistico sono sotto pressione.
Mercati europei estendono il calo
Le principali piazze finanziarie europee hanno ampliato le loro perdite. Questo peggioramento è avvenuto all'indomani del fallimento dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. I future sui mercati americani hanno contribuito a questa tendenza negativa.
La giornata è stata segnata dall'annuncio del blocco dei porti iraniani da parte del presidente Trump. In risposta, i prezzi del greggio e del gas naturale hanno registrato un significativo aumento. Il Wti ha guadagnato il 7,8%, raggiungendo 104,1 dollari al barile. Il Brent ha visto un rialzo del 7,11%, attestandosi a 102 dollari. Anche il gas naturale è salito dell'8,63%.
Milano e altre borse sotto pressione
La borsa di Madrid è stata la peggiore in Europa, con un calo dell'1,75%. Francoforte ha perso l'1,45%, seguita da Parigi con -1,05%. Milano ha registrato una flessione dell'1%, mentre Londra ha ceduto lo 0,55%.
I rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati. Lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi è salito a 80 punti. Il rendimento annuale italiano è cresciuto di 5 punti, arrivando al 3,89%. Quello tedesco è aumentato di 3,65 punti, raggiungendo il 3,09%. Il rendimento francese è salito di 4,4 punti, attestandosi al 3,75%.
Il dollaro ha mostrato forza rispetto all'euro, scambiato a 85,55 centesimi. Nei confronti dello yen, il dollaro valeva 159,77 yen. Rispetto al penny, il cambio era di 74,47 penny.
Settori in difficoltà: lusso e auto
I titoli del settore del lusso hanno subito perdite considerevoli. Cucinelli ha ceduto il 4,6%, Moncler il 3,4%. Anche Kering ha perso il 3,3%, Swatch il 2,3% e Richemont il 2,2%.
Il comparto automobilistico è stato anch'esso sotto pressione. Stellantis ha registrato un calo del 3,4%. Continental ha perso il 2,52%, Ferrari l'1,9%, Renault l'1,8% e Volkswagen l'1,7%. Queste flessioni seguono un report di Ubs sul settore.
Pirelli ha mostrato maggiore cautela, con una perdita dello 0,9%. Questo avviene dopo la decisione del governo italiano di mantenere il 'golden power'. La misura resterà in vigore finché i cinesi di Cnrc-Sinochem non scenderanno sotto il 10% di partecipazione.
Banche deboli, petroliferi e difesa in controtendenza
Anche i titoli bancari hanno mostrato debolezza. SocGen ha perso il 2,3%. Mediobanca ha ceduto il 2,05%. Commerzbank, Unicredit e Bper hanno tutte perso l'1,9%. Mps ha registrato un calo dell'1,5%, Intesa dell'1,35% e Banco Bpm dell'1,25%.
In controtendenza, i titoli del settore petrolifero hanno mostrato una buona performance. Shell ha guadagnato l'1,5%, TotalEnergies l'1,4%. Bp è salita dell'1,25%, Repsol dello 0,7% e Saipem dello 0,6%. Anche Eni ha visto un rialzo dello 0,5%.
Il comparto della difesa ha registrato andamenti positivi. Leonardo è cresciuto dell'1,25%. RheinMetall ha guadagnato l'1%, mentre Thales ha visto un rialzo dello 0,8%.