Politica

Meloni da Milano: «Riforma giustizia, nessun attacco ai giudici»

12 marzo 2026, 23:16 3 min di lettura
Meloni da Milano: «Riforma giustizia, nessun attacco ai giudici» Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Meloni a Milano: «Nessuna volontà di liberarsi dei giudici»

Giorgia Meloni, intervenendo da Milano, ha voluto chiarire la posizione del governo sulla riforma della giustizia. Dal palco del Teatro Parenti, la premier ha affermato con decisione: «Qui nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura». Questa dichiarazione giunge come una presa di distanza da affermazioni precedenti e mira a rassicurare sul reale intento della riforma.

L'intervento della Presidente del Consiglio ha fatto seguito a quello del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, anch'egli presente all'evento. La Russa ha sottolineato come l'idea che la destra voglia attaccare i magistrati sia un'errata interpretazione della loro storia politica.

Obiettivo riforma: efficienza e credibilità della magistratura

L'intento principale dello stato maggiore di Fratelli d'Italia sembra essere quello di evitare uno scontro diretto con la magistratura. Il messaggio che si vuole veicolare è che la riforma sia volta a contrastare le correnti interne e a ripristinare la credibilità dei magistrati. Si confida infatti nell'esistenza di una «maggioranza silenziosa» tra le toghe favorevole al cambiamento.

Meloni ha invitato i cittadini ad avere «coraggio» e a votare per quella che definisce una riforma «epocale», capace di intervenire finalmente anche sul sistema giudiziario. L'evento, promosso da Fratelli d'Italia, aveva come scopo quello di promuovere il voto favorevole al referendum confermativo sulla riforma della giustizia.

Riforma giustizia: le ragioni del Sì e le critiche

All'incontro hanno partecipato diverse figure di spicco, tra cui il giurista Sabino Cassese e l'ex magistrato Antonio Di Pietro. La premier ha definito la riforma come «il coraggio di riformare quello che sembrava irriformabile», invitando a superare «allarmismi, mistificazioni e menzogne» che nasconderebbero la volontà di difendere lo status quo e i privilegi.

Meloni ha inoltre evidenziato come la separazione delle carriere sia già una realtà in 21 Paesi dell'Unione Europea, mettendo in dubbio le accuse di derive illiberali. Ha ribadito che impedire al legislatore di correggere le storture del sistema giudiziario significherebbe, al contrario, mortificare la separazione dei poteri. La critica è stata rivolta in particolare all'Associazione Nazionale Magistrati, vista come un ostacolo storico alle riforme.

Anche il vicepremier Antonio Tajani ha espresso il suo sostegno, affermando che la riforma «esalta il ruolo del giudice giudicante». Meloni ha poi delineato le conseguenze negative di un eventuale bocciatura della riforma, tra cui il rafforzamento delle correnti, la negligenza di alcuni magistrati e decisioni giudiziarie ritenute «surreali» che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

Di diverso avviso è la segretaria del PD, Elly Schlein, che mette in guardia dal minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sottolineando l'importanza di preservare la credibilità di ogni potere dello Stato.

Meloni: «Il governo resta in carica in ogni caso»

La Presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento con un appello al voto, rassicurando che il governo rimarrà in carica indipendentemente dall'esito del referendum. «Se non amate questo Governo, ma condividete la riforma, consiglio di votare “sì“», ha affermato, aggiungendo che l'occasione per cambiare governo si presenterà alle future elezioni.

Meloni ha inoltre avvertito che votare «no» significherebbe mantenere sia l'attuale governo sia un sistema giudiziario inefficiente, definendo tale prospettiva «non un affarone» e suscitando l'applauso della platea.

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