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Medicina Democratica si oppone fermamente all'ingresso delle assicurazioni nel sistema sanitario pubblico lombardo. L'organizzazione chiede un incontro urgente con l'assessore Bertolaso per bloccare una delibera che favorirebbe l'accesso privato a discapito dei cittadini.

Stop alle convenzioni tra sanità e assicurazioni

Medicina Democratica (MD) ha espresso una ferma contrarietà. L'associazione chiede l'interruzione immediata di una delibera regionale. Questa autorizza accordi tra aziende sanitarie e fondi privati. L'obiettivo è garantire ai propri clienti un accesso privilegiato ai servizi sanitari.

L'organizzazione ha inoltrato una richiesta formale. Si chiede un incontro urgente con l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso. La proposta è stata avanzata durante il coordinamento de La Lombardia SiCura.

Rischi per l'accesso ai servizi sanitari

La proroga di tale delibera rappresenterebbe un grave danno. Potrebbe compromettere l'accesso ai servizi sanitari essenziali per i cittadini lombardi. Lo ha dichiarato Marco Caldiroli. È stato rieletto presidente all'unanimità a Milano.

La delibera, secondo Caldiroli, obbliga le ASST a stipulare contratti. Questi accordi sarebbero con assicurazioni, mutue e fondi finanziari. Lo scopo è offrire ai loro assicurati corsie preferenziali. Si parla di visite, esami diagnostici e ricoveri nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Una "superintramoenia" inaccettabile

Questa misura, secondo Vittorio Agnoletto, ha di fatto creato una "superintramoenia". Spinge i medici del SSN ad aumentare le ore di attività privata. Questo avviene all'interno delle strutture pubbliche. Una richiesta inaccettabile sia sul piano dei principi sia su quello pratico.

I NAS e Agenas hanno già documentato. L'attività privata in intramoenia supera i limiti legali in molte strutture. L'introduzione di questa nuova delibera aggraverebbe ulteriormente la situazione. Creerebbe disparità nell'accesso alle cure.

Richieste per un sistema sanitario equo

MD ritiene fondamentale presentare all'assessore Bertolaso altre richieste. Queste sono state al centro di una recente manifestazione unitaria. Tra queste, l'adeguamento delle rette per i ricoveri in RSA. La percentuale a carico della Regione dovrebbe essere almeno del 50%. Attualmente in Lombardia è solo del 43%.

Inoltre, per i malati gravi di Alzheimer, la retta dovrebbe essere interamente coperta dal servizio sanitario regionale. Una copertura che attualmente non viene garantita.

Una rivoluzione culturale in medicina

Silvio Garattini ha sottolineato la necessità di una rivoluzione culturale in medicina. L'attenzione deve tornare sulla prevenzione. Questo contrasta con la predominanza del mercato nella ricerca farmaceutica. Vengono continuamente immessi sul mercato nuovi farmaci, spesso superflui.

La ricerca attuale ignora sistematicamente donne, bambini e anziani. Questo ha conseguenze negative sulla salute di queste fasce di popolazione. È necessario un cambio di paradigma. La medicina deve essere al servizio del cittadino, non del profitto.

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