Lombardia: la manifattura consolida la sua ripresa
La produzione manifatturiera in Lombardia ha mostrato una crescita costante nel secondo trimestre del 2026. I dati congiunturali presentati a Brescia confermano la vitalità del settore, nonostante un contesto internazionale complesso.
Il comparto industriale ha registrato un incremento dello 0,1% nella produzione rispetto al trimestre precedente. Il fatturato ha visto un aumento dell'1,4%, mentre gli ordini hanno segnato un +2,5% sul mercato estero e un +0,5% su quello interno.
L'artigianato lombardo mostra segnali positivi
Anche il settore artigiano lombardo contribuisce al quadro positivo. La produzione è cresciuta dello 0,5% nel secondo trimestre del 2026. Il fatturato è aumentato dello 0,7%, con gli ordini interni in rialzo dello 0,5%.
Il mercato estero si conferma un motore fondamentale anche per l'artigianato, con ordini in crescita dell'1,4%. Questi dati emergono dalla presentazione dei dati congiunturali tenutasi presso la Camera di Commercio di Brescia.
Le aspettative degli imprenditori e il mercato del lavoro
Le aspettative degli imprenditori industriali lombardi sono positive. L'Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia segnala un miglioramento del contesto economico, sostenuto dalla ripresa degli ordini, specialmente dall'estero.
I giudizi su produzione, fatturato, domanda estera e occupazione sono in territorio positivo. La domanda interna, pur senza un'inversione di tendenza netta, mostra un saldo negativo ridotto. Anche il clima di fiducia tra gli artigiani migliora.
Sul fronte occupazionale, l'industria registra un saldo positivo dello +0,3%. Nell'artigianato, ingressi e uscite sono sostanzialmente in equilibrio. L'uso della Cassa Integrazione rimane contenuto.
Comparti in crescita e sfide future
La crescita manifatturiera interessa la maggior parte dei comparti produttivi lombardi. Nell'industria, settori come mezzi di trasporto, pelli-calzature, chimica e alimentare mostrano performance notevoli.
Nell'artigianato, spiccano i minerali non metalliferi e il tessile. Solo pochi settori, come la siderurgia e l'abbigliamento, registrano flessioni su base annua.
Tuttavia, i costi delle materie prime rappresentano una preoccupazione crescente. Gli incrementi congiunturali sono i più elevati degli ultimi due anni. Questo, unito alle tensioni geopolitiche e all'incertezza energetica, mantiene le imprese sotto pressione.
Le associazioni di categoria sottolineano la necessità di politiche industriali strutturali e di un maggiore supporto agli investimenti per la transizione digitale ed ecologica. L'accesso al credito rimane un punto critico.
Un percorso itinerante per raccontare l'economia
Da Brescia parte un nuovo format di conferenze stampa itineranti. L'obiettivo è portare la presentazione dei dati economici direttamente nei territori lombardi.
Questo approccio mira a raccontare la Lombardia produttiva attraverso le sue imprese e le sue filiere. L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha evidenziato come la forza della regione risieda nei suoi territori.
L'iniziativa vuole valorizzare la capacità degli imprenditori di investire e innovare, anche in contesti internazionali difficili. La regione intende continuare a sostenere la competitività delle proprie imprese.
Domande e Risposte
Quali sono i principali indicatori di crescita per la manifattura lombarda nel secondo trimestre 2026?
I principali indicatori di crescita includono un lieve incremento della produzione industriale (+0,1%), un aumento del fatturato (+1,4%) e una significativa crescita degli ordinativi, specialmente quelli esteri (+2,5%). Anche il comparto artigiano mostra aumenti in produzione, fatturato e ordini.
Quali sono le sfide principali che le imprese manifatturiere lombarde devono affrontare?
Le sfide principali riguardano l'aumento dei costi delle materie prime, che registrano gli incrementi congiunturali più elevati degli ultimi due anni. A ciò si aggiungono le incertezze del contesto geopolitico internazionale, il perdurare di tensioni in aree critiche e il nodo energetico irrisolto, che mantengono le imprese sotto pressione.
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