La Procura Generale di Milano ha richiesto una condanna a 2 anni per un ex sindacalista di Malpensa. L'uomo è accusato di violenza sessuale nei confronti di un'hostess nel 2018. La Cassazione aveva annullato precedenti assoluzioni.
Richiesta di condanna per ex sindacalista
Il sostituto procuratore generale di Milano, Angelo Renna, ha avanzato una richiesta di condanna a 2 anni.
La pena è destinata a un ex sindacalista, precedentemente impiegato presso l'aeroporto di Malpensa.
L'uomo è imputato per il reato di violenza sessuale.
Il processo in questione è di secondo grado 'bis'.
Tutto è scaturito dalla denuncia di una donna, un'hostess.
La donna aveva raccontato di aver subito abusi nel 2018.
Questo caso ha generato notevole dibattito pubblico.
Due assoluzioni annullate dalla Cassazione
In precedenza, il 48enne era stato assolto in due gradi di giudizio.
I giudici avevano motivato le assoluzioni scrivendo che la donna avrebbe potuto opporsi.
Questo in circa '30 secondi', secondo le prime sentenze.
La Procura Generale ha presentato ricorso alla Cassazione.
La Corte di Cassazione ha annullato l'ultima sentenza di assoluzione.
La decisione è stata presa con rinvio per un nuovo processo d'appello a Milano.
La Corte ha evidenziato come il ritardo nella reazione della vittima sia irrilevante.
La giurisprudenza in materia di violenza sessuale è netta.
Testimonianza e attesa della sentenza
La Corte milanese, composta dai giudici Manzi, Rinaldi e Fasano, ha ascoltato le parti.
Nell'udienza precedente, tenutasi a porte chiuse, la donna aveva testimoniato nuovamente.
La donna è assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli.
Il legale di parte civile ha dichiarato che la difesa ha tentato di minare la credibilità della donna.
La credibilità della testimone, secondo il legale, è invece emersa salda.
La donna ha ribadito i fatti accaduti.
La Cassazione ha motivato l'annullamento con rinvio con la frase: "il ritardo nella reazione della vittima, ovvero nella manifestazione del dissenso, è irrilevante".
La sorpresa di fronte all'abuso può superare la contraria volontà.
Questo può porre la persona offesa nell'impossibilità di difendersi.
Questi argomenti sono stati ripresi oggi in aula dal sostituto procuratore generale.
La nuova sentenza è attesa per il 10 luglio.
I fatti del 2018
I fatti contestati risalgono al 2018.
La donna si era rivolta all'allora sindacalista per una vertenza lavorativa.
Durante l'incontro, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero avvenute le molestie e gli abusi.
Le indagini hanno ricostruito gli eventi.
La donna ha sporto denuncia per quanto subito.