La madre di Giulio Regeni esprime rammarico per la mancata concessione di fondi pubblici a un documentario sul figlio, definendola l'ennesima ingiustizia dopo un decennio di battaglie.
Madre Regeni: "Abbandonati da dieci anni"
Paola Deffendi, madre del ricercatore Giulio Regeni, ha manifestato il suo dispiacere per la mancata erogazione di fondi pubblici destinati a un documentario dedicato al figlio. La proiezione del film, intitolato Tutto il male del mondo, si è tenuta presso l'Università Statale di Milano.
La Deffendi ha dichiarato che la sua famiglia è ormai abituata a subire ingiustizie da un decennio. La notizia della richiesta di fondi era giunta a loro solo di sfuggita. Il sentimento prevalente, appreso della decisione ministeriale, è stato di dispiacere per coloro che hanno lavorato al progetto con dedizione.
«Ci è dispiaciuto per chi ha investito, per chi ci ha messo veramente il cuore, l'anima e la testa», ha affermato la madre. La sua dichiarazione sottolinea il coinvolgimento emotivo e intellettuale degli autori del film.
La ricerca e la cultura in Italia
«Il nostro commento di famiglia, includo anche l'avvocata Alessandra Ballerini, è stato: 'Deve fare tutto Giulio? Basta, deve fare tutto lui!'», ha aggiunto la Deffendi. Questo sfogo riflette la frustrazione per una situazione che si ripete, dove sembra che solo l'impegno del figlio possa portare avanti certe cause.
La madre di Giulio Regeni ha poi espresso una critica più ampia sulla situazione della ricerca, dell'arte e della cultura in Italia. Secondo lei, questi settori sono spesso considerati come un unico blocco e non ricevono il giusto riconoscimento.
«In Italia la ricerca, l'arte e la cultura sono all'interno dello stesso contenitore e non viene dato loro il giusto valore», ha spiegato, evidenziando una presunta sottovalutazione sistemica.
Un riferimento al libro e al futuro
La Deffendi ha accennato a ulteriori commenti che non poteva ancora esprimere pubblicamente. Ha concluso il suo intervento con un riferimento al titolo del libro scritto insieme al marito Claudio: «Giulio fa cose, Giulio continua a fare cose».
Questa frase evoca la perseveranza e l'eredità lasciata dal giovane ricercatore. Sottolinea come il suo operato e la sua memoria continuino a ispirare e a generare azioni, nonostante le difficoltà incontrate.
La negazione dei fondi pubblici al documentario rappresenta, secondo la famiglia Regeni, un'ulteriore battuta d'arresto in una lunga serie di ostacoli. La vicenda mette in luce le sfide affrontate da chi cerca giustizia e verità in contesti complessi.
Domande frequenti
Chi è Giulio Regeni?
Giulio Regeni era un ricercatore italiano scomparso e poi trovato morto in Egitto nel 2016. La sua morte ha sollevato interrogativi sulla responsabilità delle autorità egiziane.
Perché è stato negato il finanziamento al documentario?
L'articolo non specifica i motivi esatti della negazione dei fondi da parte del Ministero della Cultura. Tuttavia, la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, collega questo evento a una serie di ingiustizie subite dalla famiglia negli ultimi dieci anni.