Cronaca

Lorenzo Bonicelli, ginnasta azzurro: "Progressi e forza dall'affetto"

14 marzo 2026, 16:15 2 min di lettura
Lorenzo Bonicelli, ginnasta azzurro: "Progressi e forza dall'affetto" Immagine generata con AI Milano
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Ginnasta Lorenzo Bonicelli: "Sto meglio e non mollo"

Lorenzo Bonicelli, ginnasta della nazionale italiana, ha espresso grande ottimismo riguardo al suo recupero dopo il grave infortunio subito lo scorso 23 luglio alle Universiadi. L'atleta, che ha riportato un trauma cervicale con sublussazione vertebrale, ha partecipato alla seconda prova del Campionato Nazionale di Serie A1 di ginnastica artistica, mostrando un ritrovato entusiasmo.

«Bellissimo essere di nuovo qua, appena ho avuto l'opportunità di venire l'ho colta immediatamente», ha dichiarato Bonicelli, visibilmente felice di essere tornato nel suo ambiente sportivo. La sua presenza all'evento federale segna un importante passo avanti nel suo percorso di riabilitazione.

Il supporto del mondo sportivo e medico

L'atleta ha sottolineato l'importanza del sostegno ricevuto in questi mesi difficili. «Ho sentito tantissimo affetto dal mondo della ginnastica e non solo», ha affermato, aggiungendo che «le tantissime persone che mi sono state vicine mi hanno dato tanta forza». Bonicelli si è detto «eternamente grato» per questo calore umano.

Un ruolo fondamentale nel suo recupero è svolto dall'Ospedale Niguarda di Milano, dove sta seguendo un percorso di cure. «All'Ospedale Niguarda mi stanno aiutando tanto», ha confermato, evidenziando i progressi già compiuti: «Abbiamo fatto tantissimi progressi e ne faremo ancora».

Prospettive future e il ruolo di tedoforo

Nonostante le sfide, Lorenzo Bonicelli guarda al futuro con determinazione. «Si nasce atleti e si muore atleti», ha dichiarato con convinzione, spiegando la sua volontà di «provare ancora tante strade e trovare la mia». La sua mentalità da atleta rimane intatta, alimentata dalla consapevolezza di dover continuare a esplorare le proprie potenzialità.

Recentemente, Bonicelli ha avuto l'onore di essere tedoforo per le Paralimpiadi di Milano-Cortina. Un'esperienza che ha definito «un brivido unico e continuo», un «onore incredibile» e un primo «riavvicinamento al mondo dello sport». Ha anche espresso il desiderio di continuare a far parte di un gruppo, imparando anche il ruolo di «uomo spogliatoio», un aspetto che lo sport e la ginnastica gli hanno insegnato.

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