Sette risicoltori della Lomellina hanno creato un nuovo marchio collettivo per promuovere sette varietà di riso. Il progetto mira a valorizzare l'identità territoriale e la qualità attraverso pratiche agricole sostenibili e una filiera controllata.
Unione di sette produttori per il riso lomellino
Lomello è ora al centro di una nuova iniziativa agricola. Sette coltivatori di riso hanno unito le forze per dare vita a un marchio collettivo. Questo progetto mira a promuovere diverse varietà di riso di alta qualità. Le varietà includono il Carnaroli in versioni classico, biologico, generico e semilavorato. Si aggiungono il Vialone nano classico e le varietà storiche Rosa Marchetti e Lomello. Tutto questo avviene sotto l'egida di “Lomellina Terra di Riso”. Questa associazione è nata due anni fa con l'obiettivo di esaltare l'identità economica, storica, ambientale e culturale della Lomellina. La regione, insieme al Pavese, rappresenta la prima zona risicola d'Europa, con circa 80mila ettari coltivati annualmente.
I promotori del progetto hanno presentato l'iniziativa nell'ex chiesa di San Rocco. Tra loro figurano Luigi Ferraris, presidente di “Lomellina terra di riso”, rappresentante di Cascina Alberona di Mortara. C'erano anche Paolo Dondena di Cascina Mora bassa (Vigevano), Roberto Marinone di Cascina Bosco Fornasara (Nicorvo), Marta Sempio di Marta Sempio Riso (Valeggio-Cergnago), Antonio Zerbi di Azienda agricola Zerbi (Pieve Albignola), Francesca Massino di società agricola Massino (Sartirana) e Giovanni Nipoti di società agricola Santa Maria (Mede-Lomello).
Erano presenti anche rappresentanti del Gal Risorsa Lomellina, con il presidente Stefano Leva, e dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino, con il presidente Francesco Berzero. Dopo i saluti istituzionali della sindaca Silvia Ruggia, del consigliere regionale Ruggero Invernizzi e della consigliera provinciale Paola Patrucchi, Giovanni Nipoti ha illustrato i dettagli del progetto.
Linee guida per una produzione di qualità
Il progetto si basa su cinque linee guida fondamentali per la produzione del riso. In primo luogo, si definisce la Lomellina come zona d'origine. Questo sancisce l'autenticità del prodotto. In secondo luogo, si adotta l'agricoltura rigenerativa come metodo di riferimento. Questo approccio prevede pratiche colturali e ambientali mirate alla tutela del suolo e della biodiversità. Tra queste figurano lavorazioni ridotte, l'uso di colture di copertura (“cover crops”), rotazioni colturali quinquennali, sommersione invernale e il mantenimento delle stoppie.
La terza linea guida riguarda l'assunzione di criteri di sostenibilità sociale. Ciò include il rispetto delle norme sul lavoro e la valorizzazione delle fattorie didattiche. La quarta linea guida prevede la centralizzazione della trasformazione. Questa avverrà presso Cascina Alberona a Mortara. Qui il riso sarà lavorato secondo un ciclo controllato. L'obiettivo è garantire un prodotto finale di qualità superiore. Si punta a una percentuale di chicchi rotti inferiore all'1%. La quinta linea guida, implicita nel marchio collettivo, è la garanzia di qualità e origine.
Un packaging che racconta il territorio
Le sette varietà di riso saranno presentate in una nuova confezione. Il design richiama la risaia e i castelli, elementi caratteristici della “Lomellina, piccola Loira”. Sulla confezione comparirà la dicitura “Fatto con passione in Lomellina”. Questo slogan renderà immediatamente riconoscibile l'origine del prodotto sugli scaffali. Luigi Ferraris ha sottolineato l'importanza di questo progetto. «Se a livello globale il riso è spesso una merce, in Italia diventa un prodotto di valore», ha affermato. «Non competiamo sulla quantità, ma su qualità certificata e biodiversità varietale».
Il valore del riso lomellino nasce dall'incontro tra prodotti d'eccellenza, pratiche agricole attente e una forte identità territoriale. Questi sono elementi che il mercato e il consumatore sono sempre più in grado di riconoscere. Il progetto prevede anche una serie di iniziative promozionali che si estenderanno fino a marzo 2027. Degustazioni, esperienze e attività di scoperta sono in programma per coinvolgere pubblico, stampa e operatori del settore. Gli eventi si svolgeranno sia in Lomellina che a Milano, ampliando la visibilità del marchio.
Le persone hanno chiesto anche:
Quali sono le varietà di riso promosse dal nuovo marchio collettivo della Lomellina?
Il marchio collettivo della Lomellina promuove sette varietà di riso: Carnaroli (classico, biologico, generico e semilavorato), Vialone nano classico, e le varietà storiche Rosa Marchetti e Lomello.
Quali pratiche agricole verranno adottate dai produttori aderenti al marchio?
I produttori aderenti al marchio adotteranno pratiche di agricoltura rigenerativa. Queste includono lavorazioni ridotte, colture di copertura, rotazioni quinquennali, sommersione invernale e mantenimento delle stoppie, con l'obiettivo di tutelare suolo e biodiversità.