La sanità lombarda fatica a integrare le strutture private nel sistema di prenotazione Cup. Solo una minima parte degli enti accreditati ha aderito, rendendo le visite mediche un'odissea per i cittadini. Il Partito Democratico chiede un'accelerazione con una mozione.
Scarsa adesione delle strutture private al Cup
Il Centro Unico di Prenotazione (Cup) in Lombardia procede a rilento. La maggior parte degli oltre 400 enti privati accreditati non ha ancora aderito al sistema. Questa situazione emerge da un'analisi del gruppo regionale del Partito Democratico. Hanno effettuato un accesso agli atti a marzo 2026. I dati evidenziano una partecipazione molto limitata del settore privato.
Il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, vice segretario regionale del PD, critica apertamente la situazione. «Il privato accreditato sta rifuggendo dal Cup», afferma. Secondo il cronoprogramma iniziale, tutti gli enti privati avrebbero dovuto essere integrati entro la fine del 2025. Tuttavia, per molti, la scadenza è stata posticipata a fine 2026. I numeri confermano questa lentezza. Solo il 4,4% delle prestazioni prenotabili tramite il nuovo sistema regionale proviene da strutture private.
Il PD chiede un ultimatum per l'adesione al Cup
Il Partito Democratico è pronto a presentare una mozione in consiglio regionale. L'obiettivo è fissare una scadenza perentoria per l'adesione al Cup. La data limite proposta è il 30 giugno. In caso contrario, si chiede la non rinnovabilità delle convenzioni con il servizio sanitario regionale. L'intento è garantire un accesso equo alle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini.
Carlo Borghetti, altro consigliere regionale del PD, sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione. «Regione Lombardia deve chiedere al privato di collaborare veramente agli obiettivi pubblici di sanità», dichiara. Il Cup è uno strumento fondamentale per gestire l'offerta sanitaria. La mancata adesione del privato non può più rimanere senza conseguenze. «Se il privato non aderisce, deve decadere il contratto», insiste Borghetti.
Manifestazione e critiche sulla sanità lombarda
Il Partito Democratico non si limita alle azioni in consiglio regionale. Ha organizzato una manifestazione a Milano l'11 aprile. L'evento si terrà sotto la sede della Regione. Vi parteciperanno sindacati, associazioni e comitati. Tra questi, il comitato «La Lombardia SiCura» e altre forze democratiche. L'obiettivo è contrastare quella che definiscono una «privatizzazione progressiva» del sistema sanitario.
Pierfrancesco Majorino, capogruppo del PD in Regione, parla di un vero e proprio «ricatto» verso i cittadini. Le lunghe liste d'attesa spingono molti a rivolgersi a strutture a pagamento. Majorino ritiene che per risolvere il problema delle attese sia necessario un maggiore finanziamento nazionale. Si auspica un investimento pari almeno al 7,5% del PIL per la sanità. La mobilitazione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.
Dati e prospettive sul Cup in Lombardia
Al 12 marzo, il Cup era attivo solo in 12 Asst su 27 e in 2 Irccs pubblici su 5. Le strutture private attive erano appena 8 su circa 400. La maggior parte di queste realtà private sono di piccole dimensioni, ad eccezione della Poliambulanza di Brescia. Le prenotazioni effettuate tramite la nuova piattaforma ammontano a oltre 3,3 milioni. Di queste, meno di 150mila sono avvenute in centri privati.
Complessivamente, in Lombardia, vengono erogate circa 31 milioni di prestazioni annue. Le prenotazioni private tramite Cup rappresentano quindi solo il 4,42% del totale. Alcune strutture private importanti, come il CDI, avrebbero dovuto attivarsi a marzo. Altre, tra cui San Raffaele, Cliniche Zucchi, Galeazzi e Maugeri, hanno visto slittare il termine a dicembre 2026. Anche diverse strutture pubbliche mancano all'appello. A Milano, ad esempio, mancano ancora il Policlinico e il Fatebenefratelli-Sacco.
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