Lombardia: meno 10mila iscritti alle superiori in due anni
Calo demografico e scuole superiori in Lombardia
La Lombardia registra un preoccupante calo di iscrizioni nelle scuole secondarie di secondo grado. Negli ultimi due anni, il numero di studenti si è ridotto di circa 10.000 unità, con una diminuzione di 7.000 solo nell'ultimo anno scolastico. Questo trend, già evidente negli istituti dell'infanzia e primari, si consolida ora anche nelle scuole superiori.
Le cifre per l'anno scolastico 2026-2027 prevedono un ulteriore calo, con circa 79.000 nuovi iscritti. Sebbene l'arrivo di studenti migranti possa parzialmente modificare il quadro, la tendenza generale è chiara e riflette la denatalità che ormai da tempo interessa la regione.
Licei in crescita, professionali in calo
L'analisi delle scelte degli studenti in uscita dalla terza media rivela una netta preferenza per i licei, a discapito degli istituti tecnici e, soprattutto, professionali. Questa tendenza è particolarmente marcata in alcune province.
Nelle aree di Como, Milano, Monza, Pavia e Varese, i licei rappresentano oltre la metà delle iscrizioni. In particolare, nella provincia di Milano si raggiunge il 59% delle preferenze, mentre a Monza si sfiora il 55%. Le altre province mostrano percentuali inferiori ma comunque superiori a quelle degli istituti tecnici e professionali, con Sondrio al 41,5% e Brescia al 42,1%.
Confronto tra province e percorsi di studio
Confrontando i dati attuali con quelli di due anni fa, si osserva un aumento significativo della propensione verso i licei. Nel 2024-2025, la provincia di Milano registrava il 53,8% di scelte liceali, mentre in province come Brescia i tecnici erano addirittura più scelti dei licei.
Per l'anno scolastico 2026-2027, gli istituti tecnici si posizionano al secondo posto, con percentuali che variano dal 41% nel Bresciano al 42,8% nel Lodigiano. Gli istituti professionali vedono una preferenza minore, attestandosi intorno al 16% in province come Sondrio, Lecco, Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Due anni fa, queste percentuali erano decisamente più alte, superando il 23% a Sondrio e il 21% a Brescia.
La percezione dei dirigenti scolastici
Marialuisa Orlandi, dirigente scolastica di istituti a Gardone Riviera e Gargnano, commenta la tendenza: «C'è una propensione iniziale a scegliere i licei per provare, con l'idea che si possa cambiare percorso se troppo complesso». Spiega che le migrazioni da altri istituti verso i professionali sono rare, mentre è frequente il passaggio da altri indirizzi verso i licei.
Questo fenomeno, secondo Orlandi, può portare all'interruzione di percorsi formativi e a difficoltà nell'inserimento in nuove classi, oltre a generare disagi per gli studenti che cambiano istituto. Nonostante ciò, la ricerca di un'immediata professionalizzazione non sembra essere una priorità per famiglie e studenti, vista la disponibilità di opportunità lavorative.