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Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, definisce «sbagliata» la decisione del governo di bloccare la riforma dei medici di base. La proposta, condivisa da più schieramenti, mirava a potenziare le Case di Comunità e avvicinare i servizi ai cittadini.

Fontana critica stop riforma medici di base

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso un netto disaccordo riguardo alla recente decisione governativa. Ha definito la scelta «veramente sbagliata».

La proposta di riforma dei medici di famiglia aveva ottenuto un ampio consenso. Era stata sottoscritta sia da forze politiche di centrosinistra che di centrodestra.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate da Fontana presso Palazzo Lombardia. L'occasione era un commento sullo stop alla riforma dei medici di famiglia.

Riforma sanitaria: un'opportunità mancata

Secondo il governatore, il governo avrebbe dovuto considerare più attentamente questa proposta. La definisce una «strada necessaria» per il sistema sanitario.

Fontana ritiene che si trattasse dell'avvio di una «grande riforma della sanità». Era un passo importante per il futuro.

Ha manifestato profondo rammarico. Alcuni «condizionamenti» hanno impedito di portare a termine una riforma utile per tutti i cittadini.

Case di comunità a rischio senza riforma

La riforma della medicina territoriale prevedeva l'integrazione dei medici di famiglia nelle Case di Comunità. Questo era previsto tramite decreto legge.

L'obiettivo era anche facilitare le numerose aperture previste per il mese di giugno. Le strutture necessitavano di personale.

Alla domanda sull'impatto dello stop, Fontana ha risposto con una battuta. «Ce lo spiegherà il governo come faremo ad aprirle», ha affermato.

Ha ribadito con forza che la riforma era «una strada necessaria». Nasceva dai bisogni concreti dei territori e dall'interesse dei cittadini.

Un appello per ripartire

Fontana ha sottolineato che la proposta era sostenuta da molti governatori. Provenivano da diversi schieramenti politici.

La riforma avrebbe permesso di realizzare una sanità più vicina ai cittadini. Avrebbe avvicinato i servizi ai territori.

Per questo motivo, considera la decisione di ritirarla «quantomeno affrettata». La considera una mossa poco ponderata.

Ora è necessario «ripartire», ha concluso il governatore. Bisogna trovare il modo di garantire i servizi essenziali.

Le Case di Comunità rimangono uno strumento fondamentale. Assicurano prestazioni e assistenza sul territorio. Aiutano a evitare il ricorso agli ospedali.