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La cassa integrazione straordinaria in Lombardia è aumentata del 71,1% nel primo trimestre, raggiungendo 12,7 milioni di ore autorizzate. Nonostante un calo generale delle ore di cassa, questo dato preoccupa i sindacati per le implicazioni sulle crisi aziendali.

Crescita allarmante della cassa integrazione straordinaria

Nel periodo iniziale dell'anno, si è verificato un incremento significativo della cassa integrazione straordinaria in Lombardia. Le ore autorizzate sono passate da 7,4 milioni a 12,7 milioni. Questo dato rappresenta un'impennata del 71,1% rispetto all'anno precedente. Le informazioni provengono da un'analisi condotta da Uil Lombardia e Uil Milano.

Complessivamente, tuttavia, le ore totali di cassa integrazione hanno visto una flessione. Si è passati da 28,9 milioni a 27,8 milioni di ore autorizzate. Questo calo generale è del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Segnali preoccupanti per il sistema produttivo

La Uil ha sottolineato la gravità di questo aumento. La cassa integrazione straordinaria viene solitamente impiegata per affrontare situazioni di crisi aziendale. Viene utilizzata anche in casi di riorganizzazione o riconversione produttiva. La sua crescita in Lombardia è vista come un serio campanello d'allarme. Indica possibili criticità nello stato di salute del sistema produttivo della regione.

Secondo le rilevazioni sindacali, il quadro occupazionale generale rimane critico. Il numero totale di lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione in Lombardia è diminuito. Si è passati da 56.696 a 54.436 unità. Si registra quindi una riduzione complessiva di 2.260 lavoratori.

Spostamento preoccupante tra le tipologie di cassa integrazione

Analizzando i dati più a fondo, emerge uno spostamento significativo tra le diverse tipologie di cassa integrazione. I lavoratori interessati dalla cassa integrazione ordinaria sono diminuiti di 12.573 unità. Al contrario, quelli coinvolti nella cassa integrazione straordinaria sono aumentati di 10.360 unità. Questa dinamica suggerisce un cambiamento nelle cause che portano all'utilizzo degli ammortizzatori sociali.

In sostanza, diminuiscono i casi legati a flessioni temporanee dell'attività lavorativa. Crescono invece quelli collegati a problematiche più strutturate e di lunga durata. Questo è quanto evidenziato da Uil Lombardia e Uil Milano nel loro rapporto.