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Circa 120 persone sono rimaste bloccate all'aeroporto di Linate a causa di lentezze nei controlli di frontiera. La compagnia aerea easyJet ha dovuto decollare senza di loro, causando disagi e malori tra i passeggeri.

Ritardi ai controlli di frontiera causano caos a Linate

Un notevole disagio si è verificato all'aeroporto di Milano Linate. Quasi 120 persone non sono riuscite a imbarcarsi su un volo easyJet diretto a Manchester. L'episodio ha generato lamentele e preoccupazione tra i viaggiatori. Diversi passeggeri hanno accusato malori, tra cui disturbi gastrici e sensazioni di svenimento.

La causa principale del caos sembra essere stata la lentezza e la prolungata durata dei controlli di frontiera. La gestione di queste procedure è stata oggetto di critiche.

Domenica di disagi per il volo easyJet EJU5420

La situazione critica si è manifestata nella giornata di domenica 12 aprile. Il volo easyJet EJU5420, con destinazione Manchester, aveva previsto la partenza alle ore 11. Tuttavia, il decollo è avvenuto con un ritardo di quasi un'ora, alle 11:52.

Nonostante il posticipo, numerose decine di viaggiatori si trovavano ancora in coda ai controlli passaporti al momento della chiusura dell'imbarco. Questi sono stati quindi lasciati a terra.

Il racconto di un passeggero medico

Un passeggero, un medico residente a Liverpool, ha descritto l'accaduto. Lui, sua moglie e i loro due figli erano tra i passeggeri rimasti bloccati. Arrivati presto in aeroporto, hanno superato rapidamente i controlli bagagli.

La situazione si è complicata al controllo passaporti, dove la coda era quasi immobile. Mentre il tempo passava, il medico ha notato che il volo era in fase di imbarco. Nonostante le rassicurazioni ricevute, dopo oltre due ore di attesa, si è reso conto che l'aereo era partito.

Il medico ha spiegato che, delle 148 persone previste a bordo, ben 121 non sono riuscite a salire. La maggior parte di questi erano cittadini inglesi. Solo una trentina di passeggeri è riuscita a partire.

Spese impreviste per il rientro nel Regno Unito

Di fronte a questa situazione, i passeggeri rimasti a terra hanno cercato spiegazioni. Hanno riferito di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da easyJet. Recatisi allo sportello della compagnia aerea, non hanno ottenuto risposte concrete.

Per poter rientrare nel Regno Unito, il medico e altri passeggeri hanno dovuto acquistare nuovi biglietti. Il primo volo disponibile per Manchester era previsto solo per il venerdì successivo. Pertanto, ha dovuto sostenere una spesa aggiuntiva di 1.100 pounds per un volo verso Londra con British Airways, per poi raggiungere Manchester in auto.

Il nuovo sistema europeo di ingresso/uscita (Ees)

I ritardi sono legati all'introduzione del nuovo sistema europeo di ingresso/uscita (Ees). Questo sistema è operativo da ottobre nei 29 Paesi dell'area Schengen. Sostituisce il timbro manuale dei passaporti con controlli biometrici.

La procedura prevede la registrazione dei dati biometrici, come impronte digitali e immagine del volto, insieme ai dati del passaporto. Questi controlli sono affidati agli agenti di frontiera, in Italia alla polizia.

La procedura, pienamente operativa dal 10 aprile, sta causando tempi di attesa molto lunghi. Questo ha portato all'episodio di Linate, con quasi tutti i passeggeri di un volo lasciati a terra.

La replica di easyJet sui disagi

La compagnia easyJet ha fornito la propria versione dei fatti. Attribuisce i disagi registrati ai ritardi nei controlli di frontiera, legati al nuovo sistema Ees.

La compagnia aerea ha dichiarato: «Continuiamo a sollecitare le autorità di frontiera affinché facciano pieno ed efficace utilizzo delle flessibilità consentite». L'obiettivo è evitare «questi inaccettabili ritardi ai controlli di frontiera per i nostri clienti».

EasyJet ha sottolineato che la situazione è «al di fuori del nostro controllo» e si è scusata per i disagi arrecati. La compagnia ha spiegato di aver posticipato la partenza del volo EJU5420 di quasi un'ora per dare più tempo ai passeggeri. Tuttavia, il volo ha dovuto decollare perché «l'equipaggio stava raggiungendo i limiti operativi previsti dalle normative di sicurezza».

Infine, easyJet ha affermato di aver offerto ai passeggeri impossibilitati a imbarcarsi la «possibilità di riprotezione gratuita su un altro volo».