Leonardo Maria Del Vecchio critica apertamente il CEO di EssilorLuxottica, Francesco Milleri, lamentando una mancanza di visione aziendale post-padre e risultati finanziari deludenti. La disputa sembra legata anche a questioni ereditarie.
Critiche alla gestione di EssilorLuxottica
Leonardo Maria Del Vecchio ha espresso forte disappunto nei confronti dell'operato di Francesco Milleri, amministratore delegato di EssilorLuxottica. Le sue dichiarazioni sono emerse durante un'intervista a Pulp Podcast di Fedez. Del Vecchio, pur rimanendo socio del gruppo tramite Delfin, ha motivato il suo recente allontanamento dalla gestione attiva. Egli ha sottolineato come i risultati negativi dell'azienda, con una perdita del 50%, debbano preoccupare il vertice. Ha aggiunto che, essendo Milleri alla guida di una public company, dovrebbe mostrare maggiore apprensione. Del Vecchio ha evidenziato la sua attuale serenità personale, concentrata sulla famiglia, in contrasto con le presunte difficoltà manageriali. Ha chiarito che le sue critiche non sono personali ma legate alla performance aziendale. Ha affermato: «Quando faceva i risultati ero il primo sostenitore. Fai meno 50? Io me ne sono andato a casa».
La fine dell'eredità paterna e la visione aziendale
L'imprenditore ha attribuito il calo delle azioni di EssilorLuxottica alla fine dell'influenza positiva del padre, Leonardo Del Vecchio. Secondo Leonardo Maria Del Vecchio, dopo la scomparsa del fondatore, non si è manifestata una visione strategica adeguata per guidare l'azienda. Ha dichiarato: «l'onda lunga di mio padre è finita. Dopo non c'è stata la visione adeguata, evidentemente». Questa mancanza di lungimiranza, a suo dire, ha portato a una situazione finanziaria preoccupante. Ha aggiunto che la sua decisione di allontanarsi è stata dettata dalla necessità di non associare il proprio nome a un'azienda che non performa. Ha spiegato che la sua presenza sarebbe stata inappropriata in un contesto di stipendi bloccati e risultati negativi. Ha inoltre menzionato che la sua partecipazione era legata al successo, non al declino.
Questioni ereditarie e volontà paterne
Leonardo Maria Del Vecchio ha anche toccato le complesse questioni ereditarie lasciate dal padre. Ha spiegato che una parte dell'eredità, pari a circa 300 milioni, è destinata a una persona cara al padre, oltre a proprietà immobiliari della madre. Questo legato, sebbene rappresenti solo l'1% del patrimonio totale di circa 40 miliardi, ha generato tensioni. Alcuni eredi hanno accettato l'eredità con beneficio d'inventario, portando di fatto a un blocco dei dividendi di Delfin. Del Vecchio ha ribadito la sua ferma intenzione di rispettare la volontà paterna, indipendentemente dai suoi rapporti personali con Francesco Milleri. Ha affermato: «È la volontà di mio padre che continuerò a volerla fare rispettare, non conta il mio rapporto con lui».
La successione e il rispetto delle volontà
L'imprenditore ha fatto riferimento alle numerose cause legali in corso per beneficio d'inventario. Ha sottolineato come anche l'operazione di scalata a Delfin fosse subordinata alla chiusura della successione. Leonardo Maria Del Vecchio ha chiarito che l'obiettivo non era favorire Francesco Milleri, ma piuttosto onorare le disposizioni testamentarie. Ha concluso affermando che si tratta di chiudere una successione che si protrae da troppo tempo. Una successione per un uomo che ha dato loro tutto, non solo affetto, ma la possibilità di costruire o almeno di non distruggere. Ha aggiunto: «non l'amore, ma la possibilità di fare o per lo meno di non distruggere».