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Il Presidente del Senato Ignazio La Russa critica Mario Calabresi per aver recentemente sposato l'idea di salvare lo stadio di San Siro. La Russa sottolinea come questa posizione sia arrivata tardi, in prossimità delle elezioni, e accusa il centrosinistra di incoerenza sulla questione.

La Russa: "Calabresi ha accolto le mie idee sullo stadio"

Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso apprezzamento per la recente presa di posizione di Mario Calabresi, candidato sindaco di Milano per il centrosinistra. Calabresi si è infatti detto favorevole al salvataggio dello stadio di San Siro dall'abbattimento, una posizione che La Russa rivendica come propria da tempo.

Tuttavia, il commento del Presidente del Senato non si è fermato a un semplice riconoscimento. La Russa ha infatti sottolineato come questo cambio di rotta da parte di Calabresi sia giunto in un momento opportuno, ma forse troppo tardivo. Ha ironizzato sul fatto che la decisione di non abbattere San Siro venga ora proposta da chi, in passato, avrebbe potuto sostenere posizioni diverse.

La questione dell'abbattimento o meno di San Siro è un tema caldo nel dibattito politico milanese. La proposta di costruire un nuovo stadio ha diviso l'opinione pubblica e le forze politiche, con posizioni spesso contrastanti.

Critiche all'incoerenza del centrosinistra

Ignazio La Russa ha puntato il dito contro quella che definisce un'incoerenza da parte del centrosinistra. Ha posto una domanda retorica: «Chi l'ha scelto l'abbattimento di San Siro, il centrodestra o il centrosinistra?». La sua intenzione è chiara: attribuire la responsabilità della volontà di demolire lo storico impianto al centrosinistra.

«Meglio tardi che mai, con la vicinanza della campagna elettorale…» ha aggiunto La Russa, suggerendo che la posizione di Calabresi sia dettata più da esigenze elettorali che da una reale convinzione maturata nel tempo. Ha inoltre evidenziato come ci siano state posizioni divergenti all'interno dello stesso Partito Democratico (Pd) sulla questione San Siro.

«Allora, prendere in giro i milanesi non è giusto anche perché lui ha detto una cosa, gli altri del Pd hanno detto l'opposto, come al solito», ha affermato La Russa. Ha concluso il suo ragionamento con un avvertimento: «Se vincono loro San Siro sarà abbattuto ed è un dramma. Abbatterlo è da cartellino rosso».

Queste dichiarazioni sono state rilasciate a margine di un evento tenutosi a Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia. La Russa ha ribadito la sua ferma contrarietà all'abbattimento dello stadio.

La visione di La Russa per San Siro e il nuovo stadio

Il Presidente del Senato ha espresso la sua visione riguardo al futuro degli impianti sportivi a Milano. Ha affermato che la città ha il diritto di dotarsi di uno stadio moderno ed europeo, capace di servire sia la cittadinanza che le società sportive. «Viva il nuovo stadio che mi è anche piaciuto, un po' algido ma mi è molto piaciuto», ha commentato, mostrando un certo apprezzamento per il progetto del nuovo impianto.

Tuttavia, La Russa non vede alcuna ragione per cui non si debba preservare anche San Siro. Ha citato l'esempio di molte altre città europee e mondiali che ospitano più stadi contemporaneamente, anche a breve distanza l'uno dall'altro. «Nello stesso tempo – ha osservato – non vedo ragione per cui non si possa tenere, come in molte città d'Europa e del mondo, un altro stadio lì a poche decine di metri».

La sua proposta concreta è quella di trovare un accordo con le società sportive. «Sono sicuro che quando sarà costruito il nuovo stadio e bisognerà decidere di confermare l'abbattimento anziché confermarlo faremo un accordo con le società», ha detto. Questo accordo, secondo La Russa, sarebbe possibile solo in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni.

L'accordo prevederebbe che i club accettino di «avere le cubature in un'altra zona della città di Milano» in cambio della conservazione di San Siro. Questa soluzione mira a soddisfare le esigenze di modernizzazione delle infrastrutture sportive senza sacrificare un'icona della città.

Prospettive politiche per il centrodestra a Milano e Lombardia

Ignazio La Russa ha anche espresso ottimismo riguardo alle prospettive elettorali del centrodestra. Si è detto convinto che il centrodestra abbia buone possibilità di vittoria sia a livello regionale, in Lombardia, sia a livello comunale, a Milano. Ha sottolineato l'importanza di presentare il «candidato migliore che si può trovare» per guidare la coalizione.

Le dichiarazioni di La Russa si inseriscono in un contesto di vivace dibattito politico milanese, dove la gestione dello stadio di San Siro è diventata un simbolo delle diverse visioni per il futuro della città. La sua critica a Calabresi evidenzia la polarizzazione delle posizioni e la strategia del centrodestra di rivendicare la paternità di certe idee e di puntare sull'incoerenza degli avversari politici.

La questione San Siro non è solo una questione urbanistica o sportiva, ma assume anche una forte valenza simbolica e politica. La Russa, con le sue dichiarazioni, cerca di rafforzare la narrativa del centrodestra come forza politica coerente e attenta alla storia e all'identità della città, contrapponendosi a un centrosinistra percepito come diviso e opportunista.

La proposta di un accordo che salvi San Siro in cambio di cubature altrove rappresenta un tentativo di mediazione, ma è chiaramente condizionata all'esito elettorale. La Russa sembra voler utilizzare la questione San Siro come un elemento di campagna elettorale, puntando a mobilitare l'elettorato sensibile alla conservazione del patrimonio storico e architettonico.

La data del 2 novembre 2026, indicata nell'articolo originale, suggerisce un contesto futuro in cui queste discussioni sono ancora in corso o si sono riaccese in vista di prossime consultazioni elettorali. La complessità della vicenda San Siro, che coinvolge interessi economici, sportivi, urbanistici e politici, continua a tenere banco nel dibattito pubblico milanese.