Irene Pivetti: confermata condanna per evasione e autoriciclaggio
Confermata condanna per Irene Pivetti
La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione per l'ex presidente della Camera Irene Pivetti. La sentenza riguarda i reati di evasione fiscale e autoriciclaggio.
I giudici hanno ritenuto che Pivetti abbia agito con un "proposito criminoso" protratto nel tempo, adottando tattiche per giustificare le proprie azioni e trasferire ingenti somme di denaro. La Corte ha sottolineato la difficoltà di giustificare tali comportamenti illeciti.
Dettagli sul processo e le motivazioni
La decisione, presa dalla quarta sezione penale della Corte d'Appello, si basa sull'inchiesta del pubblico ministero Giovanni Tarzia. Al centro del procedimento vi erano operazioni commerciali del 2016, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
In particolare, le indagini si sono concentrate sulla compravendita di tre Ferrari Granturismo, ritenute utilizzate per riciclare proventi derivanti da illeciti fiscali. I giudici hanno definito i fatti di "estrema gravità".
Sentenza e altre condanne
La sentenza di appello, emessa il 10 dicembre, ha confermato integralmente quella di primo grado del 26 settembre 2024. Sono state confermate anche le condanne a due anni, con pena sospesa e non menzione, per il pilota Leonardo Leo Isolani e sua moglie Manuela Mascoli.
È stata inoltre disposta la confisca di quasi 3,5 milioni di euro, somme già bloccate durante le indagini a carico dell'ex esponente leghista. L'avvocato di Pivetti ha annunciato ricorso in Cassazione.
La posizione di Irene Pivetti
Nonostante la conferma della condanna, Irene Pivetti ha ribadito la propria innocenza, affermando che «la verità è che io sono innocente». La Corte ha riconosciuto che la sua incensuratezza era già stata valutata positivamente in primo grado, ma ha ritenuto che la complessiva gravità delle condotte non consentisse ulteriori riduzioni di pena.
I giudici hanno evidenziato come Pivetti non si sia sottratta al contraddittorio, ma abbia mostrato una generale mancanza di pentimento, tentando di attribuire la responsabilità principale a terzi.