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L'intelligenza artificiale vede un aumento dei costi fino al 90%. Questa crescita crea nuove disparità tra chi può permettersi l'accesso e chi no. Anche il settore turistico e la spesa pubblica risentono di queste dinamiche.

Aumenti dei costi per l'intelligenza artificiale

I prezzi dei servizi di intelligenza artificiale sono in costante aumento. Questo trend è iniziato nel gennaio 2024. Si stanno delineando nuove divisioni sociali. Alcuni cittadini e imprese possono sostenere l'accesso continuo all'IA. Altri invece incontrano ostacoli economici significativi. Questa analisi emerge da uno studio approfondito. La ricerca si intitola 'Potere & Intelligenza Artificiale'. È stata avviata nel 2024. I suoi autori sono Michele Corradino, magistrato, e Pier Domenico Garrone, comunicatore.

Da diversi mesi, i servizi basati sull'IA registrano rincari notevoli. Gli aumenti possono superare il 90%. I fornitori stabiliscono questi prezzi in modo unilaterale. Gli utenti, siano essi privati o aziende, subiscono passivamente queste decisioni. Non hanno potere negoziale in merito. Questo squilibrio di potere non è un fenomeno isolato. Si manifesta anche in altri settori.

Impatto su turismo e spesa pubblica

Lo stesso squilibrio si osserva quando il prodotto è fisico. Questo accade anche nel contesto italiano. Un esempio concreto si trova nel settore turistico. Circa un turista straniero su cinque utilizza l'IA per pianificare le proprie vacanze. La maggior parte delle prenotazioni, il 70%, avviene tramite piattaforme estere. Nello specifico, il 42% si affida a Booking. Altri operatori gestiscono il restante 28%.

La spesa della Pubblica Amministrazione per sistemi di IA è in forte crescita. Tra il 2023 e il 2024, è passata da 32,5 milioni a 47,3 milioni di euro. Questo rappresenta un incremento del 45,5% in un solo anno. La maggior parte di questi fondi, il 75%, è assorbita dalle amministrazioni centrali dello Stato.

Pressione sui bilanci familiari e aziendali

Le amministrazioni pubbliche sembrano prive di strumenti efficaci. Non dispongono di meccanismi per controllare questa variabile di costo. Parallelamente, l'aumento dei prezzi del carburante ha inciso pesantemente. La spesa annua delle famiglie per la benzina è cresciuta di oltre il 20%. Questo aumento è stato registrato tra il 2021 e il 2024. I due rincari, quello energetico e quello digitale, non sono simultanei. Si verificano in successione.

Questo è quanto conclude lo studio condotto da Corradino e Garrone. Prima l'energia ha pesato sui bilanci. Ora è il turno del digitale. L'effetto combinato esercita una doppia pressione. Questa pressione grava sui bilanci domestici, aziendali e pubblici. Tutto questo avviene nell'arco di un solo quinquennio. La situazione richiede attenzione e possibili interventi.