Il film "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri, con Gian Maria Volonté, ha segnato un trionfo per il cinema italiano, vincendo l'Oscar come miglior film straniero e ottenendo una nomination per la sceneggiatura.
Il commissario di Volonté nel capolavoro di Petri
Il film del 1970, "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", presenta un commissario di polizia interpretato magistralmente da Gian Maria Volonté. Questa pellicola rappresenta uno dei vertici della collaborazione artistica tra Volonté e il regista Elio Petri. Il personaggio è caratterizzato da un aspetto curato, con capelli lucidi di brillantina e un accento indefinito del Sud.
Le descrizioni nel film evocano un'atmosfera intensa. Si menziona «l’odore di lucido da scarpe e il tanfo di camera di sicurezza». La relazione del commissario con Augusta Terzi, interpretata da Florinda Bolkan, viene definita «dannunziana». La donna viene trovata uccisa in un appartamento che ricorda un boudoir.
Un'inchiesta manipolata e un finale kafkiano
La trama ruota attorno a un'inchiesta che viene deliberatamente deviata. L'obiettivo è evitare di coinvolgere un assassino potente e insospettabile. Il finale del film è volutamente aperto, con sfumature kafkiane che lasciano lo spettatore con interrogativi irrisolti. La colonna sonora, creata dal maestro Ennio Morricone, contribuisce a creare un'atmosfera inquietante e sardonica.
Elio Petri stesso descrisse il film come il suo personale modo di raccontare la polizia. La pellicola cattura perfettamente il clima politico e sociale degli anni '70 in Italia. È un'opera che riflette l'humus di eventi drammatici come la strage di piazza Fontana e la morte di Pino Pinelli. Il film anticipa persino l'attentato che avrebbe insanguinato la questura di Milano nel 1973.
Successo di critica, pubblico e premi internazionali
"Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" ottenne un notevole successo sia di critica che di pubblico. La sua importanza fu subito colta da Pietro Bianchi, inviato a Cannes nel maggio 1970. Bianchi scrisse sul quotidiano Il Giorno il 10 maggio, paragonando il film a "Medium Cool" del regista americano Haskell Wexler.
Secondo Bianchi, "Indagine" e "Fragole e sangue" rappresentavano «la cosa più interessante e viva apparsa in questa prima settimana» del festival. Questa valutazione anticipò il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria assegnato a Petri, che era candidato alla Palma d'Oro. L'anno seguente, la consacrazione arrivò con la cerimonia degli Oscar.
L'Oscar e la nomination per la sceneggiatura
Agli Oscar del 1971, "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" portò all'Italia il premio come miglior film straniero. Questo riconoscimento consacrò il talento di Elio Petri e l'interpretazione di Gian Maria Volonté a livello mondiale. Inoltre, il film ricevette una nomination per la migliore sceneggiatura, testimoniando ulteriormente la qualità della scrittura.
Il successo del film non si limitò ai premi. Divenne un punto di riferimento per il cinema politico e civile italiano. La sua capacità di affrontare temi complessi con uno stile cinematografico innovativo lo rese un'opera intramontabile. La collaborazione tra Petri e Volonté si dimostrò ancora una volta vincente, lasciando un segno indelebile nella storia del cinema.