Le imprese guidate da under 35 in Italia sono diminuite significativamente negli ultimi sette anni. Il settore terziario è il più colpito, con una perdita di oltre 47mila attività. Le associazioni di categoria chiedono maggiore supporto e regole certe per i giovani imprenditori.
Imprese under 35: un quadro in contrazione
In Italia, le attività imprenditoriali gestite da persone con meno di 35 anni ammontano a circa 400mila. Una porzione considerevole di queste, oltre la metà, opera nel settore del terziario di mercato. Questo comparto, pur rimanendo il più attrattivo per i giovani imprenditori, ha registrato una flessione importante.
Negli ultimi sette anni, il numero totale di imprese giovanili ha subito una contrazione di quasi 67mila unità. Ciò rappresenta un calo del 14,3%. La loro incidenza complessiva sul totale delle imprese è passata dal 9,1% all'8%. Un dato preoccupante che riflette un trend negativo.
Il settore terziario di mercato ha visto una diminuzione ancora più marcata. Si parla di oltre 47mila imprese giovanili in meno. Questo si traduce in una riduzione del 15,4% nel comparto. La quota di imprese giovanili nel terziario è scesa dal 10,9% al 9,7%.
Nonostante questo calo, il terziario continua a mostrare una maggiore concentrazione di imprese giovanili rispetto ad altri settori economici. La loro incidenza è del 9,7% contro il 6% registrato mediamente negli altri comparti.
Il forum di Confcommercio a Milano
Questi dati emergono da un'analisi presentata durante il XVII Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. L'evento si è tenuto a Milano e ha visto la partecipazione di esponenti del mondo imprenditoriale e delle istituzioni.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha evidenziato la natura del momento attuale. Ha parlato di un «cambiamento radicale» che coinvolge sia le persone che le imprese. Secondo Sangalli, le nuove imprese devono acquisire la capacità di gestire l'imprevisto e l'imprevedibile.
Ha sottolineato la responsabilità del sistema di rappresentanza, in particolare quella rivolta ai giovani imprenditori. Questi ultimi scelgono prevalentemente i settori rappresentati da Confcommercio per avviare la propria attività. Il loro contributo è quindi fondamentale.
Le richieste dei giovani imprenditori
Matteo Musacci, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, ha posto l'accento sul valore delle imprese giovanili. Ha affermato che queste realtà portano «sostenibilità e innovazione». Inoltre, contribuiscono all'occupazione assumendo giovani lavoratori.
Musacci ha espresso perplessità riguardo al dibattito pubblico. Ha notato una focalizzazione sulle misure per incentivare l'occupazione giovanile, trascurando però il supporto alle giovani imprese e a chi sceglie di intraprendere. «Non ci convince quando vediamo che il dibattito pubblico si concentra su misure per incoraggiare l'occupazione giovanile e non si pensa invece a valorizzare le giovani imprese e i giovani che fanno impresa» ha dichiarato.
Le richieste avanzate sono chiare. Si auspicano «regole chiare e giuste». Inoltre, si chiedono «politiche che investano su chi decide di intraprendere». Questo significa supportare chi investe le proprie risorse, energie e identità nell'avvio di un'attività imprenditoriale.
Domande frequenti
Perché le imprese giovanili sono importanti per l'economia?
Le imprese giovanili sono cruciali perché portano innovazione, sostenibilità e creano nuovi posti di lavoro per altri giovani. Rappresentano un motore di rinnovamento economico e sociale.
Quali sono le principali sfide per i giovani imprenditori in Italia?
Le sfide includono la burocrazia complessa, la difficoltà di accesso al credito, la necessità di regole chiare e stabili, e la carenza di politiche mirate a supportare chi decide di intraprendere un percorso imprenditoriale.