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Ilaria Salis affronta il processo d'appello a Milano contro due ex collaboratori. Denuncia l'uso improprio del suo mandato e un clima di minacce.

Il processo d'appello a Milano

Domani si apre a Milano il processo d'appello. La vicenda riguarda il licenziamento di due ex collaboratori. Questi ultimi avevano ottenuto un risarcimento in primo grado. La cifra ammonta a 300mila euro.

Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, è stata condannata in primo grado. La condanna è per aver interrotto il rapporto di lavoro senza giusta causa. La sua difesa non è stata pienamente accolta. Il ricorso era stato notificato erroneamente. La procedura era quella riservata agli irreperibili.

Salis si dichiara ora serena e fiduciosa. Attende l'appello per potersi difendere. È molto sicura delle sue ragioni. Potrà finalmente esporre la sua versione dei fatti in aula.

Accuse di uso improprio del mandato

Lavorare con i due ex collaboratori divenne impossibile. Questo accadde già dopo pochi mesi. Il rapporto di fiducia si sgretolò rapidamente. I collaboratori cercavano di orientare risorse pubbliche. Lo facevano per i loro specifici interessi. Salis definisce questa situazione molto dolorosa.

Quando decise di interrompere la collaborazione, ricevette minacce. Le dissero che avrebbero fatto di tutto per distruggerla. Questo è quanto ha dichiarato all'ANSA. L'eurodeputata ritiene che utilizzassero il suo mandato. Lo consideravano una loro risorsa personale. Non un'attività a beneficio degli elettori.

Pignoramento del conto e accuse anonime

Si è verificato un mancato pagamento di spese legali. L'importo era di circa 7mila euro. A causa di ciò, il suo conto corrente è stato pignorato. Il conto è stato poi sbloccato dopo due giorni. Questo avvenne dopo il versamento della somma dovuta.

Salis solleva dubbi sul rispetto delle regole. Si chiede perché non siano state seguite le normali procedure. Questo vale anche per le notifiche relative al pignoramento. Ritiene che ci siano state irregolarità procedurali.

Circola un documento anonimo. È firmato 'ex lavoratori/e di Ilaria Salis'. Questo documento parla di 'clima tossico' e 'mobbing quotidiano'. Le accuse sono state diffuse in rete. Salis definisce queste affermazioni bugie, illazioni e diffamazioni. Non si sa chi sia l'autore. Se verrà identificato, dovrà rispondere delle sue parole.

La posizione di Ilaria Salis

L'eurodeputata si dice pronta a difendersi. L'appello rappresenta un'opportunità importante. Potrà finalmente presentare le sue argomentazioni. È convinta della correttezza delle sue azioni. La vicenda personale si intreccia con la sua attività politica. La gestione delle risorse e la trasparenza sono temi centrali.

La sua battaglia legale continua. L'obiettivo è chiarire la sua posizione. Vuole dimostrare la sua buona fede. Vuole anche contrastare le accuse infondate. La sua determinazione è evidente. Affronta il processo con fiducia.