Hoepli, Sala: "Comune può fare poco"
Liquidazione Hoepli, il Sindaco Sala esprime preoccupazione
Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso il suo rammarico riguardo alla liquidazione volontaria della Hoepli spa e alla conseguente chiusura della storica libreria milanese. L'annuncio arriva a margine del consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala, in attesa di un tavolo di confronto con i sindacati previsto per il 20 marzo.
Sala ha sottolineato come la vicenda sia principalmente un'iniziativa di natura privata, sulla quale le competenze del Comune appaiono limitate. La decisione di chiudere, infatti, non sarebbe legata a questioni di affitto, poiché i locali appartengono alla stessa società che ha optato per la liquidazione.
Le ragioni della chiusura e il ruolo del Comune
Il primo cittadino ha chiarito che i muri della libreria sono di proprietà della Hoepli spa, escludendo quindi che il problema risieda nel costo degli affitti. Questa specificazione è cruciale per comprendere la portata dell'intervento possibile da parte dell'amministrazione comunale.
«Ascoltiamo tutti ma non riesco a immaginare cosa possa fare il Comune, temo non molto», ha dichiarato Sala, evidenziando la difficoltà nel trovare soluzioni concrete per invertire la rotta. La sua dichiarazione lascia intendere una presa d'atto della situazione, pur mantenendo un'apertura al dialogo con le parti interessate.
Il futuro della libreria Hoepli
La liquidazione della Hoepli spa segna la fine di un'era per una libreria che ha rappresentato un punto di riferimento culturale per la città di Milano. La notizia ha suscitato preoccupazione tra i lavoratori, che hanno lanciato un appello per un ultimo sforzo collettivo volto a sostenere l'attività nei giorni che precedono la chiusura definitiva.
Il futuro della storica sede rimane incerto, ma l'attenzione si concentra ora sulle possibili azioni che sindacati e rappresentanti dei lavoratori potranno intraprendere per mitigare le conseguenze di questa decisione aziendale. Il Comune, pur limitato nei suoi poteri d'intervento diretto, si pone come interlocutore per ascoltare le istanze e valutare eventuali margini di manovra.