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La storica libreria Hoepli di Milano entra in fase di liquidazione. Il colosso editoriale Mondadori ha presentato un'offerta per acquisire il ramo dedicato all'editoria scolastica, aprendo la strada a una possibile vendita frammentata del gruppo.

Vendita a pezzi per la storica Hoepli

La Libreria Internazionale Hoepli, un'istituzione milanese, si avvia verso la chiusura definitiva. La liquidazione volontaria è stata annunciata dall'avvocata Laura Limido, incaricata della procedura. Entro il mese di giugno, i locali storici dovranno essere sgomberati. La data fissata per la cessazione delle attività è il 30 aprile.

Questo scenario segna la fine di un'era per un pilastro della cultura milanese. La libreria, fondata 156 anni fa da Ulrico Hoepli, svizzero originario di Zurigo, ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento. La sua chiusura è motivo di grande dispiacere per molti.

Si profila una vendita frammentata, una cosiddetta vendita "a pezzi". Questo significa che i diversi rami d'azienda potrebbero essere acquisiti da soggetti differenti. L'obiettivo è cercare di recuperare il maggior valore possibile dalla liquidazione.

Mondadori avanza un'offerta per l'editoria scolastica

In questo contesto complesso, il gruppo Mondadori, con sede a Segrate, ha manifestato un interesse concreto. È giunta sul tavolo della liquidatrice un'offerta ufficiale. Questa proposta riguarda specificamente il ramo d'azienda focalizzato sull'editoria scolastica.

Si tratta di un settore considerato "sempreverde" e di grande valore strategico. L'acquisizione di questo ramo permetterebbe a Mondadori di rafforzare ulteriormente la propria posizione nel mercato dell'editoria didattica e della manualistica.

Antonio Porro, amministratore delegato di Mondadori, ha dichiarato che altri asset potrebbero essere presi in considerazione. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di valutare la sostenibilità a lungo termine di qualsiasi operazione. Porro ha riconosciuto il grande prestigio del marchio Hoepli.

«Hoepli è un marchio di grande prestigio della cultura italiana», ha affermato Porro. Ha aggiunto che è «tra i più antichi dell’editoria milanese». Il gruppo di Segrate vede in Hoepli «un patrimonio di contenuti e competenze davvero unico».

Non è la prima volta che Mondadori mostra interesse per Hoepli. Porro ha rivelato che già un anno fa era stata presentata un'offerta. Purtroppo, quella proposta non venne accettata dai soci.

Le ragioni della liquidazione e le opposizioni

La decisione di procedere con la liquidazione volontaria è stata presa dai soci di maggioranza. Questi sono i tre figli di Ulrico Carlo: Giovanni, Matteo e Barbara. La loro scelta ha incontrato l'opposizione di Giovanni Nava, socio di minoranza con una quota del 33%.

Nava ha ottenuto questa partecipazione a seguito di diverse battaglie legali condotte tra Svizzera e Italia. Egli si è opposto fermamente anche alla decisione di liquidazione, presa dalla società circa due settimane fa. La sua posizione è chiara: vuole preservare l'integrità del gruppo.

In un'intervista rilasciata a questo giornale, Nava ha commentato l'offerta di Mondadori. Li ha definiti «grandi professionisti». Tuttavia, ha insistito sulla necessità di una «collaborazione» e non di una semplice acquisizione. Ha espresso preoccupazione per il piano B dei soci di maggioranza, temendo una vendita poco trasparente.

«Se un animale è ferito, diventa preda», ha metaforicamente dichiarato Nava. Ha criticato l'idea che, se non acquista lui, lo farà qualcun altro. «Ma questo non ha senso. Vogliamo la nostra integrità», ha ribadito, sottolineando la sua volontà di proteggere il marchio.

La mobilitazione di lavoratori e cittadini

La notizia della liquidazione e della possibile chiusura ha scatenato una forte reazione. Lavoratori e cittadini hanno organizzato diverse iniziative di protesta. Tra queste, un flash mob carico di malinconia e speranza si è svolto in città.

I manifestanti sono stati ricevuti a Palazzo Marino, sede del comune di Milano. Tuttavia, il sindaco Giuseppe Sala ha spiegato che la questione è di natura prettamente privata. Ha affermato che le possibilità di intervento da parte dell'amministrazione comunale sono limitate: «noi possiamo fare poco».

Nonostante la mobilitazione, le speranze di invertire la rotta sembrano affievolirsi. La situazione per la libreria e i suoi dipendenti diventa sempre più precaria. L'integrità del marchio storico è messa a dura prova.

Ulteriori indiscrezioni suggeriscono che l'edificio storico che ospita la libreria potrebbe essere nel mirino di un fondo di investimento statunitense. Questo aggiunge un ulteriore livello di incertezza sul futuro della proprietà e delle attività.

La storia di Hoepli affonda le radici nel 1867, quando Ulrico Hoepli aprì la sua prima libreria. Divenne rapidamente un punto di riferimento per la cultura scientifica e tecnica. Nel corso degli anni, il gruppo si è evoluto, ampliando la sua offerta editoriale e mantenendo una forte presenza nel settore scolastico e universitario.

La crisi che ha portato alla liquidazione è multifattoriale. Include le sfide del mercato librario tradizionale, la concorrenza online e le dinamiche interne alla compagine societaria. La vendita a pezzi, sebbene dolorosa, potrebbe rappresentare l'unica via per salvaguardare parte del patrimonio intellettuale e occupazionale.

La vicenda Hoepli solleva interrogativi più ampi sul futuro delle librerie storiche e sul ruolo della cultura nell'economia moderna. La risposta di Mondadori dimostra che, nonostante le difficoltà, ci sono ancora attori disposti a investire in settori specifici dell'editoria italiana.

La speranza dei novanta lavoratori impiegati nel gruppo è che la trattativa con Mondadori possa portare a una soluzione positiva per il ramo scolastico. Questo potrebbe garantire una continuità occupazionale e preservare un'eredità editoriale di valore. Resta da vedere quali saranno gli sviluppi per gli altri asset e per la libreria fisica.