Economia

Hoepli: le cooperative propongono il workers buyout per salvare libreria

22 marzo 2026, 02:24 6 min di lettura
Hoepli: le cooperative propongono il workers buyout per salvare libreria Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Legacoop propone il "workers buyout" per salvare la storica libreria Hoepli e i suoi circa 90 dipendenti. L'ipotesi cooperativa, già sperimentata con successo in altri settori, potrebbe accedere ai fondi della legge Marcora.

Hoepli: la proposta cooperativa per il futuro

La storica libreria Hoepli potrebbe trovare una nuova vita grazie a un'innovativa soluzione. Le principali associazioni cooperative lombarde, Legacoop, Confcooperative e Agci, hanno avanzato una proposta concreta. Si tratta del modello del "workers buyout", un'operazione di salvataggio aziendale guidata dai lavoratori stessi. Questa strategia prevede che i dipendenti diventino proprietari dell'impresa. L'obiettivo è garantire la continuità della libreria e salvaguardare i posti di lavoro. La proposta è emersa durante un recente incontro con le rappresentanze sindacali. L'idea mira a valorizzare le competenze interne. Circa 90 lavoratori sono attualmente impiegati presso la Hoepli.

Il "workers buyout" non è una novità assoluta nel panorama economico italiano. Questo modello ha già dimostrato la sua efficacia in diverse realtà imprenditoriali. Tuttavia, nel settore dell'editoria e delle librerie storiche, rappresenta un percorso ancora in gran parte inesplorato. La proposta delle cooperative mira a colmare questo vuoto. Si punta a creare un modello replicabile per altre realtà in difficoltà. La legge Marcora offre specifici fondi per incentivare questi progetti. Questi finanziamenti sono pensati per aziende che affrontano crisi non irreversibili. Possono anche supportare il ricambio generazionale mancante. La Hoepli, con la sua lunga storia, potrebbe beneficiare di questo sostegno. La rapidità nell'attuazione è fondamentale per il successo. Ogni giorno che passa aumenta il rischio di perdere quote di mercato.

Un'opportunità per i lavoratori e la cultura milanese

Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia, ha sottolineato l'importanza della Hoepli per la città. «La storica libreria Hoepli è un pezzo di storia della città e non solo il patrimonio di una famiglia», ha dichiarato Dadda. Ha aggiunto che, se si crede in questo valore, è necessario esplorare tutte le strade possibili. Anche quelle meno convenzionali. La Hoepli vanta una storia impressionante di 156 anni. La cooperazione lombarda, unita, ha chiesto ai sindacati di intraprendere un cammino comune. Questo percorso è incentrato sul "workers buyout". L'intento è valorizzare le competenze dei circa 90 dipendenti. Dadda ha lanciato un appello alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Queste ultime hanno recentemente incontrato il Comune di Milano. Egli ha osservato un cambiamento nella posizione di alcune parti sociali. Alcuni attendono una controparte, mentre altri cercano attivamente di costruire un soggetto partecipativo. Questo soggetto dovrebbe custodire il patrimonio culturale. Tale patrimonio deve rimanere collettivo e metropolitano. «In questo caso serve, a mio parere, coerenza più che vertenza», ha concluso Dadda.

La proposta delle cooperative mira a trasformare una crisi in un'opportunità di crescita. Il modello cooperativo pone i lavoratori al centro delle decisioni. Questo può portare a un maggiore impegno e a una gestione più attenta delle risorse. La libreria Hoepli non è solo un'attività commerciale. È un'istituzione culturale per Milano. La sua salvaguardia interessa l'intera comunità. L'idea di un acquisto da parte di un'altra grande casa editrice, come Mondadori, sembra essersi arenata. La liquidazione volontaria decisa dai soci ha complicato ulteriormente il quadro. Il "workers buyout" offre una prospettiva diversa. Una prospettiva che mette al primo posto le persone e il valore culturale dell'azienda. I fondi della legge Marcora potrebbero rappresentare una spinta decisiva. La loro corretta allocazione e gestione sarebbe cruciale.

I dubbi dei sindacati e la necessità di agire

Nonostante l'entusiasmo delle cooperative, non mancano i dubbi. Il segretario milanese della Cisl, Eros Lanzoni, ha espresso perplessità. In una nota successiva all'incontro con il Comune, Lanzoni ha definito l'ipotesi di una cooperativa «complessa e difficilmente percorribile». Ha sottolineato che tale progetto andrebbe discusso approfonditamente con i dipendenti. L'inserimento della Hoepli tra le «botteghe storiche» è stato considerato un atto puramente simbolico. Non porterebbe a risultati concreti, secondo il sindacalista. Queste dichiarazioni evidenziano le sfide che il percorso del "workers buyout" deve affrontare. La fattibilità tecnica ed economica necessita di un'analisi dettagliata. La volontà e la preparazione dei dipendenti sono elementi imprescindibili. Senza il loro coinvolgimento attivo, l'iniziativa è destinata a fallire.

Il tempo stringe per la Hoepli. La libreria e casa editrice storica rischia di scomparire. L'opzione di un compratore esterno non si è ancora concretizzata. Il "workers buyout" rappresenta una delle poche strade percorribili. Tuttavia, il successo non è garantito. Molti progetti simili si arenano nella fase iniziale. Altri falliscono dopo pochi mesi. La complessità del settore editoriale e librario milanese non va sottovalutata. La concorrenza online è agguerrita. La gestione di un'attività così complessa richiede competenze specifiche. Le cooperative si offrono come supporto. Possono fornire consulenza e assistenza nella creazione e gestione della nuova realtà cooperativa. La collaborazione tra cooperative, sindacati e dipendenti è essenziale. Solo un fronte comune può dare speranza alla Hoepli. La cultura non può permettersi di perdere un baluardo storico come questo.

Il contesto storico e normativo del Workers Buyout

Il modello del "workers buyout" affonda le sue radici in esperienze internazionali. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, queste operazioni sono più diffuse. Sono spesso supportate da specifici strumenti finanziari e normativi. In Italia, la legge Marcora (Legge 12 agosto 1982, n. 443) rappresenta il principale strumento di sostegno. Essa promuove la costituzione di società cooperative tra lavoratori. Questo avviene in particolare per il subentro in aziende in crisi o cessazione di attività. La legge prevede agevolazioni fiscali e finanziamenti a tasso agevolato. L'obiettivo è favorire la creazione di nuove realtà imprenditoriali. Queste realtà sono gestite dai lavoratori stessi. La legge Marcora è stata aggiornata nel corso degli anni. Sono stati introdotti meccanismi per facilitare l'accesso ai fondi. La gestione dei fondi è affidata a specifici enti. Tra questi, il Fondo Cooperazione. La complessità burocratica e la necessità di un solido piano industriale sono spesso ostacoli. Le cooperative come Legacoop svolgono un ruolo cruciale. Offrono supporto tecnico e consulenziale. Aiutano i lavoratori a redigere piani aziendali credibili. Supportano nelle procedure per ottenere i finanziamenti. La storia della Hoepli, una libreria fondata nel 1887, la rende un caso emblematico. La sua possibile chiusura rappresenterebbe una perdita culturale significativa per Milano. La proposta di "workers buyout" cerca di trasformare questa potenziale perdita in un'opportunità di rinascita. L'impegno dei dipendenti e il supporto delle istituzioni cooperative sono i pilastri su cui si basa questa speranza.

La recente mobilitazione dei lavoratori e dei sostenitori della Hoepli testimonia il forte legame con la città. Le manifestazioni in piazza hanno evidenziato quanto l'istituzione sia amata. La cultura non si liquida, è stato lo slogan principale. Questo sentimento popolare potrebbe tradursi in un sostegno concreto. Il Comune di Milano ha mostrato interesse per la vicenda. L'incontro con i sindacati è un primo passo. La proposta delle cooperative aggiunge un elemento di concretezza. La strada è in salita. Richiede un grande sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti. La coerenza, come auspicato da Dadda, è fondamentale. Superare le vertenze sindacali tradizionali per costruire un progetto comune è la vera sfida. La Hoepli merita un futuro. Il "workers buyout" potrebbe essere la chiave per garantirlo. La sua storia ultracentenaria merita di continuare.

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