Economia

Hoepli in liquidazione: 89 posti di lavoro a rischio

10 marzo 2026, 18:15 2 min di lettura
Hoepli in liquidazione: 89 posti di lavoro a rischio Stemma del Comune Milano
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Chiusura storica casa editrice milanese

La storica casa editrice Hoepli S.p.A., fondata a Milano nel 1872, ha deliberato la propria messa in liquidazione. L'annuncio è giunto al termine di un'assemblea dei soci che ha sancito lo scioglimento volontario della società, una decisione sofferta ma ritenuta necessaria per evitare la dispersione del patrimonio aziendale.

La storica realtà editoriale, leader nel settore della manualistica e della pubblicistica scientifica, chiude così un capitolo importante della sua lunga storia. La mossa è stata motivata da risultati di esercizio negativi, dall'andamento sfavorevole del mercato editoriale e librario, e da un gravoso conflitto tra i soci.

Decisione assembleare e gestione liquidatoria

L'assemblea dei soci, riunitasi martedì 10 marzo, ha approvato la proposta del consiglio di amministrazione di procedere con lo scioglimento e la liquidazione della società. L'avvocato Laura Limido è stata incaricata di gestire il processo liquidatorio.

Secondo quanto comunicato, la liquidazione volontaria è stata identificata come l'unica via giuridicamente appropriata per salvaguardare il patrimonio aziendale. L'obiettivo è garantire una gestione imparziale ed efficiente, nel pieno rispetto dei diritti di creditori e dipendenti, preservando il valore della società.

Preoccupazione per i lavoratori e dissenso

La decisione getta un'ombra sul futuro di 89 lavoratori della casa editrice, che hanno già manifestato il loro dissenso con uno sciopero. La preoccupazione principale riguarda la possibile vendita dell'azienda, anche frazionata, o addirittura la sua disgregazione.

Il socio di minoranza, Giovanni Nava, che detiene il 30% delle quote, ha espresso forte disappunto per la scelta della maggioranza. Nava aveva precedentemente rifiutato un'offerta di 10 milioni di euro dai cugini per uscire dalla società e si è opposto alla liquidazione in assemblea.

Nava ha dichiarato che si sarebbe dovuto affidare il rilancio della società a un nuovo management capace di proporre un progetto concreto. Ha inoltre annunciato l'intenzione di proseguire la sua battaglia in tutte le sedi legali per cercare di salvaguardare l'attività della casa editrice e della libreria, considerate un pezzo di storia italiana ancora vivo e produttivo grazie all'impegno dei dipendenti.

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