Cronaca

Hoepli, Giovanni Nava lotta contro la liquidazione

12 marzo 2026, 02:00 3 min di lettura
Hoepli, Giovanni Nava lotta contro la liquidazione Immagine da Wikimedia Commons Milano
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La battaglia di Giovanni Nava per Hoepli

Milano, 12 marzo 2026 – Giovanni Nava, nipote di Bianca Hoepli, ha annunciato la sua ferma opposizione alla decisione del Consiglio di Amministrazione di mettere in liquidazione la storica casa editrice Hoepli spa. Nava, che detiene il 33% delle quote, definisce la scelta un «suicidio» e una «mostruosità» volta a distruggere un patrimonio familiare e culturale.

Nava denuncia una gestione opaca che lo esclude dalle decisioni, mettendo in discussione il ruolo della società nella tutela della cultura. Egli si dichiara pronto a lottare per salvare Hoepli, rifiutando le offerte economiche per uscire dalla società, che definisce un tentativo di acquisire le sue quote a prezzo di saldo.

Dubbi sulla gestione finanziaria

Il socio di minoranza solleva perplessità riguardo alle motivazioni economiche addotte per la liquidazione. Nonostante un ammanco di un milione di euro nell'ultimo bilancio, Nava sottolinea che questo si verifica a fronte di sei milioni di incassi derivanti dalla vendita di un immobile avvenuta l'anno precedente. Questo scenario, a suo dire, non giustifica una chiusura immediata.

Con 156 anni di storia, Hoepli ha sempre saputo adattarsi ai cambiamenti del mercato editoriale. Nava ritiene che non ci sia motivo di non poter continuare a farlo, respingendo l'idea che la società sia ormai una «preda» in difficoltà. Egli auspica il mantenimento dell'integrità aziendale.

Proposte alternative e futuro di Hoepli

Di fronte alla prospettiva di un interesse da parte di realtà terze come Mondadori, Nava specifica che qualsiasi operazione di questo tipo dovrebbe configurarsi come una «collaborazione» e non una semplice acquisizione. Critica l'opacità con cui, a suo dire, i soci di maggioranza starebbero gestendo la situazione, escludendolo dalle trattative.

Il suo «piano B» prevede la ricerca di un punto d'incontro basato su una gestione trasparente, affidata anche a professionisti terzi, per garantire il futuro della casa editrice, della libreria e di tutti i soci. Nava sottolinea la sua scelta etica, motivata anche dal lascito della nonna, che ha combattuto per la restituzione delle quote.

Nonostante sia la persona fisica con il maggior numero di quote, Nava si trova in minoranza e non ha accesso alla gestione operativa. La comunicazione della chiusura imminente, avvenuta tramite PEC, rende la situazione ulteriormente complessa e difficile da gestire.

Impegno per i lavoratori e la cultura

Giovanni Nava conferma la sua partecipazione al flash mob indetto dai sindacati presso la Libreria Internazionale, dichiarando di voler «mettere la faccia» per difendere la storia e il valore di Hoepli. Sottolinea l'importanza di rispettare il lavoro dei dipendenti, leali e appassionati, che rappresentano un pilastro fondamentale per la sopravvivenza della casa editrice.

Egli ribadisce la necessità di trasparenza in qualsiasi accordo futuro, auspicando che si possa trovare una soluzione che preservi il patrimonio culturale e la continuità aziendale, onorando la memoria e l'impegno delle generazioni passate.

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