L'ex manager di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, si difende dal carcere nel processo per il crollo del Ponte Morandi. Ribadisce di aver agito al meglio delle sue conoscenze, ma l'accusa lo indica come principale responsabile per il taglio delle spese di manutenzione.
La posizione di Giovanni Castellucci nel processo
L'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, è l'ultimo dei 57 imputati nel processo per il crollo del Ponte Morandi avvenuto nel 2018. La sua posizione è centrale nella teoria accusatoria, tanto da essere considerato l'ago della bilancia dai magistrati. La richiesta di pena più elevata, 18 anni e sei mesi, sottolinea la sua importanza nel procedimento.
Castellucci parlerà dal carcere di Opera, a Milano, dove è detenuto da un anno. La sua condanna a sei anni riguarda la tragedia del pullman di Avellino del 2013, che causò 40 vittime. Le sue dichiarazioni in aula, seppur ipotizzabili, potrebbero riprendere concetti già espressi in precedenza.
Le dichiarazioni passate di Castellucci
Già in passato, Castellucci aveva affermato: «Io sono responsabile del ponte ma non colpevole del crollo». Questa frase, pronunciata durante un intervento di cinque ore, riassume la sua linea difensiva. Ha espresso profondo cordoglio per la tragedia, definendola un evento che ha afflitto non solo Genova ma tutta l'Italia. Ha sottolineato la sua consapevolezza della gravità degli eventi e il peso della responsabilità come ex AD di Autostrade per l'Italia.
Durante il suo intervento, Castellucci ha anche fatto riferimento a un lapsus freudiano, correggendosi subito dopo aver detto «alleviare la mia colpa» in «alleviare le pene di coloro che hanno sofferto». Ha preso le distanze da alcune decisioni aziendali, come il comunicato stampa del 16 agosto, definendolo un errore gravissimo nei tempi e nei modi, pur motivato dalla richiesta della Consob.
La gestione delle manutenzioni e le risorse economiche
Castellucci ha contestato l'accusa di aver ridotto le spese di manutenzione per aumentare i dividendi. Ha dichiarato che le risorse economiche non sono mai state un problema per Autostrade. Ha citato il quotidiano «Secolo XIX», che il giorno dopo la tragedia titolò «crolla il ponte dei cantieri infiniti», per evidenziare i lavori continui di miglioramento e messa in sicurezza del ponte.
Ha menzionato una relazione della società di ingegneria Cesi, risalente a due anni prima del crollo, che confermava l'adeguatezza delle procedure di ispezione. Secondo Castellucci, il ponte era costantemente monitorato e oggetto di investimenti significativi. Ha espresso incredulità per il crollo, definendolo una sconfitta per tutti.
Il mistero dei bonus e la devoluzione alle famiglie
L'ex manager ha rivelato di aver chiesto che i bonus maturati prima dell'incidente venissero devoluti alle famiglie delle vittime. Ha affermato di aver rinunciato al suo bonus, pari a circa 700 mila euro, per supportare gli studi dei figli delle vittime. Ha dichiarato di non avere più rapporti con le società e di sperare che i contributi siano stati erogati correttamente.
Castellucci ha ribadito che i costi delle manutenzioni non sono mai diminuiti. Ha contestato la presentazione di un grafico che mostrava un calo, definendo inaccettabile l'accusa di aver tagliato le manutenzioni per aumentare i dividendi. Ha spiegato che il dividendo del 2017 fu dovuto a un riassetto organizzativo straordinario.
Le domande delle persone
Chi è Giovanni Castellucci?
Giovanni Castellucci è l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia e Atlantia, figura centrale nel processo per il crollo del Ponte Morandi a Genova.
Perché Castellucci è detenuto?
Castellucci è detenuto nel carcere di Opera (Milano) per una condanna a sei anni relativa alla tragedia del pullman di Avellino del 2013.