Il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso critiche sull'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) dopo il recente referendum. Fontana ha definito la vittoria referendaria un successo per le "toghe", ma ha accusato l'Anm di essersi comportata "come un partito". Le sue dichiarazioni sollevano interrogativi sul ruolo dei magistrati nella sfera politica.
Fontana: "Campagna referendaria ai limiti del truffaldino"
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha rilasciato dichiarazioni significative a Telenova. Ha analizzato l'esito del recente referendum, definendolo una chiara "vittoria delle toghe".
Tuttavia, il giudizio di Fontana si è esteso all'operato dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm). Secondo il governatore, l'Anm avrebbe tenuto un comportamento assimilabile a quello di un'entità politica.
«Penso che l'Anm, in questa campagna elettorale e con le ultime immagini che abbiamo visto, si sia comportata come un partito», ha affermato Fontana, sottolineando una presunta politicizzazione dell'associazione.
Confusione e disinformazione: le accuse di Fontana
Attilio Fontana ha inoltre evidenziato come la campagna referendaria abbia generato confusione tra i cittadini. Ha descritto il dibattito pubblico come «una campagna elettorale portata avanti in un modo abbastanza ai limiti dell'essere quasi truffaldino».
Il presidente lombardo ha specificato che sono state diffuse informazioni non veritiere. Tra queste, l'idea che si volesse «attaccare la Costituzione», una narrazione che Fontana ritiene errata.
Ha ammesso che «un po' di confusione è stata fatta, da tutte e due le parti», riconoscendo una responsabilità diffusa nel clima politico creato.
Dubbi sull'imparzialità dei magistrati
Le parole di Attilio Fontana si sono concentrate anche sull'esultanza di alcuni magistrati nei tribunali. Ha fatto riferimento ai cori intonati, come quello di «Bella ciao», da parte di giudici.
Questi episodi hanno sollevato dubbi nell'animo del governatore riguardo alla terzietà e all'imparzialità dei magistrati. «Poi parlavamo di un giudice terzo, super partes... qualche dubbio mi può venire», ha dichiarato Fontana.
Con una nota di ironia, il governatore ha aggiunto: «Spero – ha ironizzato il governatore – di non essere mai sottoposto in giudizio da uno di questi signori...».
Contesto politico e normativo
Le dichiarazioni di Attilio Fontana si inseriscono in un dibattito più ampio sul ruolo della magistratura nella vita democratica italiana. La Costituzione italiana, all'articolo 111, sancisce il principio della terzietà del giudice.
L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) è un organo di rappresentanza dei giudici e dei pubblici ministeri. La sua funzione principale è tutelare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.
Tuttavia, l'intervento dell'Anm in questioni di natura politica, specialmente durante campagne referendarie, è spesso oggetto di discussione. L'accusa di comportarsi «come un partito» solleva la questione dei limiti tra l'espressione di opinioni associative e l'attività di parte.
Precedenti e dibattiti sulla magistratura
Non è la prima volta che la condotta dell'Anm o di singoli magistrati viene messa in discussione in relazione a vicende politiche. In passato, diverse sentenze o prese di posizione dell'associazione hanno generato accesi dibattiti.
La figura del magistrato è chiamata a garantire l'applicazione della legge in modo imparziale. L'esibizione di appartenenze politiche o di schieramenti durante lo svolgimento delle proprie funzioni è vista da molti come un potenziale rischio per la credibilità del sistema giudiziario.
La dichiarazione di Fontana, quindi, non è un episodio isolato ma si inserisce in un filone di critiche e riflessioni sul rapporto tra magistratura, politica e società civile in Italia.
Il referendum e le sue implicazioni
Il referendum citato da Fontana, sebbene non esplicitamente nominato, si presume sia legato a questioni di riforma della giustizia o a temi costituzionali. L'esito, descritto come una vittoria delle toghe, suggerisce che le proposte referendarie potrebbero aver visto un'opposizione significativa da parte della categoria.
La campagna referendaria, secondo il governatore, è stata caratterizzata da una comunicazione che ha rasentato la disinformazione. Questo aspetto è cruciale per comprendere la reazione di Fontana, che sembra voler difendere la correttezza del dibattito pubblico.
La critica alla presunta politicizzazione dell'Anm mira a sottolineare un possibile scostamento dai principi di terzietà che dovrebbero guidare l'operato dei magistrati.
La reazione di Fontana e le possibili conseguenze
Le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, potrebbero innescare ulteriori discussioni e reazioni nel mondo politico e giudiziario. L'accusa di aver agito «come un partito» è un'affermazione forte che non mancherà di suscitare risposte.
La preoccupazione espressa da Fontana riguardo alla possibilità di essere giudicato da magistrati che hanno manifestato posizioni politiche evidenti evidenzia un timore diffuso riguardo alla percezione di giustizia.
La fonte delle dichiarazioni è ANSA, agenzia di stampa nazionale, che ha riportato le parole del governatore il 24 marzo 2026. L'articolo originale è stato pubblicato su ANSA Lombardia.