Fine vita: nuove richieste suicidio assistito, dibattito riaperto
Dibattito sul fine vita riaperto
La decisione del Gip di Milano di archiviare l'inchiesta su Marco Cappato per aiuto al suicidio ha riacceso il dibattito sul fine vita in Italia. L'Associazione Luca Coscioni vede in questo provvedimento un precedente importante per il Parlamento.
Filomena Gallo e Marco Cappato, esponenti dell'associazione, ritengono che la legge attualmente in discussione al Senato rischi di limitare il diritto all'aiuto alla morte volontaria. La loro preoccupazione è che la proposta di legge governativa possa escludere molti malati terminali.
Critiche alla legge governativa
Secondo Gallo e Cappato, la normativa proposta dal Governo circoscriverebbe l'aiuto al suicidio solo a chi è mantenuto in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, ovvero persone connesse a macchinari. Questa interpretazione escluderebbe malati oncologici terminali e persone con patologie neurodegenerative.
La legge, se approvata, non riconoscerebbe il diritto all'aiuto per chi, pur non essendo attaccato a macchine, soffre insopportabilmente e ha rifiutato trattamenti di sostegno vitale. Questo va contro quanto stabilito dalla giurisprudenza costituzionale.
Mobilitazione dell'Associazione Luca Coscioni
Per contrastare quella che considerano una restrizione dei diritti, l'Associazione Luca Coscioni ha annunciato una mobilitazione nazionale. Dal 6 al 19 aprile, verranno organizzate iniziative nelle piazze di tutta Italia per chiedere al Governo il ritiro della legge e al Parlamento di non cancellare diritti acquisiti.
L'associazione sottolinea come la decisione del Gip abbia confermato il diritto a non subire sofferenze insopportabili, in linea con la legge sul consenso informato e il rifiuto delle cure.
Situazione in Lombardia
L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato che sono giunte nuove richieste di suicidio medicalmente assistito dopo il primo caso autorizzato. Tutte le istanze sono attualmente al vaglio dei comitati etici delle aziende sanitarie locali.
Bertolaso ha dichiarato che la Regione intende attenersi alle indicazioni della Corte Costituzionale, in attesa di una legge nazionale. L'eventuale via libera dipenderà dall'esito delle verifiche e dalle valutazioni dei comitati etici, nel rispetto delle procedure indicate dalla Consulta.