Federico Quaranta torna in TV con "Il Provinciale" e "Linea Verde", concentrandosi sulle storie dei territori italiani. Il conduttore minimizza l'aggressione subita a Milano, definendola una semplice rapina.
Nuovi progetti televisivi in arrivo
Il noto conduttore televisivo Federico Quaranta ha annunciato il suo imminente ritorno sul piccolo schermo. Sarà protagonista di due programmi di successo su Rai 1 e Rai 3. La sua presenza è confermata sulla rete ammiraglia Rai, dove parteciperà a diversi spinoff di "Linea Verde". Questi nuovi episodi andranno in onda nella fascia oraria del sabato a partire da mezzogiorno.
Parallelamente, Quaranta tornerà con "Il Provinciale" su Rai 3. Questo programma, a cui il conduttore tiene particolarmente, si concentra sull'antropologia e la sociologia dei luoghi. La nuova stagione inizierà il 7 settembre alle ore 20:10. Ogni puntata sarà dedicata a un viaggio di una settimana in un territorio specifico.
La struttura delle puntate è pensata per essere fruita sia singolarmente, seguendo la logica di una serie, sia nel loro insieme. L'obiettivo è raccontare un territorio in profondità per cinque giorni consecutivi, dal lunedì al venerdì. Questo approccio narrativo permette di esplorare le sfaccettature di ogni luogo.
Il valore delle storie locali
Federico Quaranta sottolinea l'importanza di raccontare le storie dei territori italiani. Ha dichiarato: «Sono 20 anni che faccio questo mestiere e che io ogni settimana sono in giro su uno o due o tre territori diversi per raccontarli». La sua dedizione a questo tipo di narrazione è profonda. Le persone spesso si stupiscono della profondità delle storie che riesce a portare alla luce.
Quaranta considera queste narrazioni come il vero patrimonio e la ricchezza del paese. «Quelle sono il nostro patrimonio, la nostra ricchezza. Sono le storie di tutti», ha affermato. È proprio questa convinzione che lo spinge a continuare il suo lavoro di esplorazione e racconto. La sua passione per i luoghi e le loro genti è palpabile.
Il conduttore ha condiviso un aneddoto su Matera. Nonostante sia genovese, è stato chiamato per raccontare questa città. Questo accade perché ha studiato a fondo il territorio, scendendo nelle profondità della Gravina. Ogni visita a Matera gli procura un profondo senso di radicamento. Questo amore per la città lo ha portato ad accettare volentieri l'invito.
Ha anche menzionato il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, che lo ha contattato per parlare della città. Questo gesto lo riempie di orgoglio. La sua capacità di connettersi con i luoghi e le persone è evidente.
La rapina a Milano: un episodio superato
A proposito dell'aggressione subita a Milano, Federico Quaranta ha scelto di minimizzare l'accaduto. «Della rapina per ora non voglio più parlare», ha dichiarato fermamente ma con un sorriso. Ha definito l'episodio come una semplice rapina, qualcosa che può succedere. Non attribuisce colpe specifiche alla città di Milano o ad altri fattori.
Ha accennato alla possibilità di approfondire l'argomento in futuro, magari confrontandosi direttamente con il sindaco Sala. «Avrei tante cose da dire, magari poi lo farò anche chiamando a confronto il sindaco Sala», ha spiegato. Ha confermato di aver già avuto un contatto con il primo cittadino milanese, che gli ha espresso vicinanza.
Tuttavia, Quaranta ha ribadito che, a suo parere, non è successo nulla di eccezionale oltre alla rapina stessa. La sua reazione mostra una notevole resilienza e una volontà di superare l'episodio, concentrandosi sul suo lavoro.
La cucina come patrimonio culturale
Nel corso della sua attività, Federico Quaranta ha anche anticipato un nuovo tema per le prossime puntate di "Il Provinciale". Si concentreranno sulla cucina italiana come patrimonio dell'UNESCO. «Parleremo della cucina italiana come patrimonio dell'Unesco», ha annunciato.
Il conduttore crede fermamente nel legame tra cibo e cultura. «Sappiamo meglio di chiunque altro che la cucina è antropologia pura», ha affermato. Per comprendere un popolo, secondo Quaranta, è fondamentale osservare le sue abitudini alimentari. «Per capire un popolo sulla Terra si deve prima di tutto guardare come e dove quel popolo mangia», ha concluso.
Questo approccio sottolinea la sua visione olistica del racconto territoriale. Non si limita a paesaggi e monumenti, ma esplora le tradizioni più profonde che definiscono un'identità. La sua lunga esperienza sul campo gli ha permesso di sviluppare una sensibilità unica verso questi aspetti.
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