Fausto e Iaio: indagini verso proroga, pista armi nere
Omicidio Fausto e Iaio: indagini in corso
Le indagini sul duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, avvenuto il 18 marzo 1978 a Milano, potrebbero essere prorogate. Gli inquirenti stanno lavorando per fare luce su un caso che ripercorre la pista dell'estrema destra eversiva, con possibili collegamenti tra Milano e Roma.
Le attività investigative, coordinate dai pubblici ministeri Francesca Crupi e Leonardo Lesti, stanno sondando la possibilità di nuove analisi su proiettili e armi utilizzate in altri delitti riconducibili alla stessa matrice, avvenuti durante gli Anni di piombo.
La scomparsa dei proiettili e le nuove prove
Un ostacolo significativo nelle indagini è la scomparsa degli otto proiettili calibro 7.65 marca Fiocchi, esplosi da una Beretta 34 durante l'agguato nei pressi del centro sociale Leoncavallo. La ricerca dei reperti presso il Palazzo di giustizia di Milano ha dato esito negativo, suggerendo che i proiettili siano andati distrutti nel tempo.
Tuttavia, sono state recuperate 14 fotografie a colori, scattate da diverse angolazioni, che potrebbero fornire un nuovo elemento. Queste immagini, valorizzate dall'avvocato delle famiglie, Nicola Brigida, potrebbero essere utilizzate per sondare la pista delle armi attraverso comparazioni balistiche.
La pista dell'estrema destra e il possibile collegamento Pecorelli
La modalità dell'omicidio, con l'uso di una pistola semiautomatica avvolta in un sacchetto di plastica per evitare la dispersione dei bossoli, è stata indicata come una possibile «firma» riconducibile all'estrema destra. Questa pista porta a ipotizzare killer esperti nell'uso delle armi.
È stata anche ipotizzata una connessione con la pistola utilizzata per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, avvenuto il 20 marzo 1979 a Roma. Questa teoria, se confermata, potrebbe intrecciare ulteriormente le indagini su pagine oscure del passato italiano.
Nuove testimonianze e rivendicazioni
La Procura di Milano sta esplorando diverse piste, raccogliendo nuove testimonianze che confluiranno in un'informativa della Digos. Sono stati analizzati anche volantini di rivendicazione dell'epoca e macchine da scrivere utilizzate da gruppi neofascisti romani negli anni '70.
Un volantino, rinvenuto in una cabina telefonica a Roma e firmato «Esercito Nazionale Rivoluzionario - Brigata combattente Franco Anselmi», rivendicava l'omicidio come vendetta per la morte di camerati. Questo documento rafforza l'ipotesi di un'azione legata a gruppi di estrema destra.
Memoria e speranza di giustizia
In occasione dell'anniversario del duplice omicidio, Fausto e Iaio saranno ricordati mercoledì 18 marzo alle ore 17 in via Mancinelli. L'evento, organizzato dal Leoncavallo e dall'Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, vedrà la partecipazione di diverse realtà musicali e collettivi, tra cui la Banda Popolare dell’Emilia Rossa, Alessio Lega e gli Assalti Frontali.
Le famiglie dei due ragazzi esprimono la speranza che possa essere fatta giustizia, nonostante il lungo tempo trascorso. L'inchiesta, che vede indagati anche Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi, figure già note alle cronache legate all'eversione di destra, punta a fare chiarezza su uno dei misteri irrisolti degli Anni di piombo.