Condividi

Il 'Faust' di Gounod ha debuttato alla Scala con applausi scroscianti. La regia visionaria di Johannes Erath ha ambientato l'opera in un circo, reinterpretando il dramma di Margherita.

Successo per il 'Faust' alla Scala

Il pubblico della Scala ha tributato calorosi applausi al 'Faust' di Charles Gounod. La rappresentazione, diretta da Daniele Rustioni e firmata da Johannes Erath, ha segnato la seconda serata dopo l'annullamento della prima a causa di uno sciopero. I battimani sono stati intensi per il maestro Rustioni, milanese e noto per il repertorio francese. Grande apprezzamento anche per la regia innovativa di Erath.

La messa in scena ha trasportato il classico confronto tra Bene e Male in un'ambientazione circense. Clown su trampoli, pagliacci e saltimbanchi hanno fatto da cornice al tormentato dramma di Margherita. La giovane è stata sedotta e poi abbandonata da Faust, vittima degli inganni del diavolo.

Un cast di rilievo sul palco

I protagonisti principali dell'opera di Gounod, insieme al coro, hanno ricevuto unanimi consensi. Il soprano Marina Rebeka (Margherita), il tenore Vittorio Grigolo (Faust) e il basso/baritono Alex Esposito (Mefistofele) sono stati acclamati. Anche la compagine di voci scaligere, guidata da Alberto Malazzi, ha brillato. Applausi estesi anche agli altri interpreti: Ernesto Petti (Valentin), Marcela Rahal (Siebel), Xhieldo Hyseni (Wagner) e Hyeonsol Park (Marthe).

L'opera, articolata in cinque atti, offre circa tre ore di musica. L'intera durata dello spettacolo, comprensiva di due intervalli, si estende per quattro ore. Il dramma di Margherita emerge con forza, mostrando la sua lotta coraggiosa fino al riconoscimento finale del demonio. La sua anima viene salvata.

La regia circense di Erath

Anche Faust, dopo aver ceduto la sua anima al diavolo in cambio di giovinezza e piaceri, mostra segni di pentimento. Tuttavia, continua a cedere facilmente alle tentazioni. La regia di Erath alleggerisce la cupezza del dramma, collocandolo in un ambiente circense. Le scene, curate da Heike Scheele, presentano una pista semicircolare aperta verso il pubblico.

«Il circo permette di dimenticare il mondo reale», ha spiegato il regista nel programma di sala. «Mefistofele stesso appare come un maestro di cerimonie che introduce nuove scene». In questo contesto, il diavolo assume molteplici sembianze. Alex Esposito si è dimostrato un interprete ideale per questo ruolo.

Il suo Mefistofele è diabolico, ma anche a tratti comico. È perfido, incarnazione del male, ma anche ironico e mellifluo. Modula la voce a seconda delle circostanze, trasformandosi in becchino, domatore o clown. Assume persino le vesti del Papa, come nella scena del 'vitello d'oro'.

Margherita, funambola tra fede e oscurità

I costumi, disegnati da Gesine Voellm, contribuiscono a creare l'atmosfera. Il regista considera Margherita «più toccante di Faust perché rappresenta tutti i nostri lati oscuri». La protagonista, vestita con un tutù bianco, è descritta come una «funambola in bilico sul vuoto». La sua fede le permette di mantenere l'equilibrio fino alla fine.

Tutti i personaggi principali hanno un doppio, rappresentato da figuranti sul palcoscenico. Margherita e finti officianti entrano in scena anche dal fondo della sala, tra gli spettatori. In questo 'circo', Mefistofele vede nel denaro e nella ricchezza l'unico vero dio. Questo concetto è simboleggiato nella scena del vitello d'oro.

Domande frequenti

Chi ha diretto il 'Faust' alla Scala?
Il 'Faust' alla Scala è stato diretto da Daniele Rustioni.

Qual è stata l'ambientazione della regia di Johannes Erath?
La regia di Johannes Erath ha ambientato il 'Faust' in una pista circense.