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Priorità a innovazione e solidarietà per i trapianti

La Lombardia si conferma all'avanguardia nella donazione e trapianto di organi. L'obiettivo è chiaro: ridurre le liste d'attesa attraverso l'innovazione tecnologica e una maggiore cultura della solidarietà.

Queste priorità sono emerse durante il convegno 'Donazione e trapianti d’organo, verso una nuova stagione', tenutosi a Palazzo Lombardia. L'evento ha riunito istituzioni, esperti e associazioni per fare il punto su un settore cruciale della sanità.

Lombardia leader nazionale ed europeo

La regione lombarda si posiziona come un vero e proprio laboratorio di eccellenza. Nonostante l'Italia sia già ai vertici europei per numero di trapianti, è necessario incrementare ulteriormente i volumi. La domanda di organi rimane elevata e le liste d'attesa rappresentano ancora una criticità.

Il convegno, promosso dalla rivista Italian Health Policy Brief (IHPB) con il patrocinio dei Ministeri della Salute ed Economia, ha evidenziato la necessità di aggiornare la normativa vigente. La legge 91/1999, infatti, appare oggi superata dalle nuove sfide organizzative e scientifiche.

Fontana: «Modello da imitare»

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato il primato della regione nei trapianti. «La nostra rete sanitaria è un modello d'eccellenza internazionale», ha dichiarato. La Banca dei Tessuti del Niguarda è un esempio di reattività e sicurezza.

L'obiettivo per il 2026 è aumentare il numero dei donatori. La Lombardia punterà su campagne informative mirate e sulla promozione della cultura del dono. Si vuole trasformare l'efficienza clinica in un successo di partecipazione civile.

Bertolaso: «Programmazione rigorosa e professionisti d'eccellenza»

L'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha evidenziato come i risultati straordinari, come le 9 donazioni che hanno salvato 16 vite in 72 ore a marzo, siano frutto di una programmazione rigorosa. La rete di professionisti lombardi è capace di esprimere eccellenza su tutto il territorio.

Per ridurre le liste d'attesa, Bertolaso ha indicato tre leve fondamentali: potenziare l'organizzazione, rendere accessibili le tecnologie avanzate e contrastare l'alto tasso di opposizione alle donazioni. Un ringraziamento speciale è andato a famiglie e donatori, motore di questi «miracoli quotidiani».

Fermi: «Intelligenza artificiale per ottimizzare i processi»

L'assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, ha posto l'accento sul ruolo della tecnologia. L'intelligenza artificiale sta trasformando la donazione di organi, ottimizzando la compatibilità clinica, la conservazione e il monitoraggio post-operatorio.

La ricerca e l'innovazione sono considerate asset decisivi per il futuro della medicina. Il progresso tecnologico apre nuove frontiere nella gestione degli organi destinati al trapianto.

Le tecnologie di perfusione: una rivoluzione

Le nuove tecniche di perfusione degli organi rappresentano una vera e propria rivoluzione. Il direttore della Cardiochirurgia del Niguarda, Claudio Francesco Russo, ha spiegato come queste tecnologie prolunghino i tempi tra prelievo e trapianto. Permettono inoltre di valutare e ottimizzare la qualità degli organi, rendendoli utilizzabili anche in casi prima impensabili.

Anche Andrea Dell’Amore, direttore della Chirurgia Toracica all'Università di Padova, ha sottolineato l'importanza dell'innovazione, specialmente per i trapianti di polmone. Tuttavia, ha ribadito la necessità di rafforzare parallelamente la cultura della donazione.

Cultura del dono: un fronte ancora aperto

Nonostante i progressi, i dati più recenti mostrano un aumento delle opposizioni alla donazione. Questo fenomeno, registrato sia nei pronto soccorso che negli uffici comunali, segnala una possibile regressione culturale. Tale tendenza rischia di vanificare i successi ottenuti negli ultimi anni.

Flavia Petrin, presidente AIDO, ha evidenziato l'importanza di investire in modo strutturato nella cultura della donazione. Solo rafforzando la consapevolezza e la fiducia nel sistema si potrà trasformare la volontà di donare in una scelta diffusa e responsabile, capace di salvare sempre più vite.

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