Cronaca

Docenti precari: 3.200 cause per bonus negato

14 marzo 2026, 03:15 2 min di lettura
Docenti precari: 3.200 cause per bonus negato Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Contenzioso bonus docenti precari: il quadro

Un numero elevato di contenziosi legali, circa 3.200 cause, è stato avviato da docenti precari per ottenere il riconoscimento del bonus di 500 euro, destinato alla formazione professionale. Questa situazione ha portato a un notevole sovraccarico degli uffici giudiziari amministrativi, con conseguenti aumenti dei tempi e dei costi legali.

La problematica, emersa con forza nel 2025 e proseguita nei primi mesi del 2026, vede migliaia di insegnanti a tempo determinato rivendicare un diritto equiparato a quello dei colleghi con contratto a tempo indeterminato. Le sentenze dei giudici del lavoro e dei TAR hanno più volte confermato la necessità di erogare questo incentivo.

L'impatto sui tribunali e le spese legali

Il TAR della Lombardia ha registrato un aumento del 50% dei ricorsi gestiti nel 2025 rispetto all'anno precedente, passando da 3.400 a 5.278. Di questi, ben 2.360 riguardano specificamente la cosiddetta «carta del docente».

Il presidente del TAR lombardo, Marco Buricelli, ha sottolineato come questa «miria di cause» stia comportando «esborsi significativi ed evitabili» per il Ministero, a causa delle spese legali sostenute in caso di soccombenza. La situazione genera un aumento delle cause pendenti, con oltre 6.900 procedimenti ancora da definire.

Disfunzioni e possibili danni erariali

La relazione del presidente Buricelli evidenzia come l'elevato numero di giudizi segnalati indichi «disfunzioni che si riverberano sull’apparato giudiziario del lavoro e, nella fase della esecuzione, sugli organi della giustizia amministrativa». Questo comporta una «moltiplicazione evitabile degli oneri economici», aggravata dal doppio passaggio giudiziario (giudice ordinario e poi amministrativo).

In alcuni casi, le sentenze sono state trasmesse alle Procure regionali della Corte dei Conti per valutare un potenziale danno erariale derivante dalla «resistenza» del Ministero nell'adempiere agli obblighi.

La risposta del Ministero dell'Istruzione

In risposta alle critiche, il Ministero dell'Istruzione ha dichiarato di aver avviato un'azione di coordinamento con gli Uffici Scolastici Regionali per accelerare la gestione del contenzioso. Secondo i dati ministeriali, sono state eseguite 94.120 sentenze, con pagamenti a livello nazionale per oltre 157 milioni di euro erogati da settembre 2024 a febbraio 2026.

Il Ministero ha inoltre precisato di aver incluso, per la prima volta, i docenti a tempo determinato tra i beneficiari del bonus, in linea con le indicazioni giurisprudenziali che ne prospettavano l'ampliamento della platea.

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