Salute

Disturbi alimentari: i segnali d'allarme nei giovani

15 marzo 2026, 18:56 2 min di lettura
Disturbi alimentari: i segnali d'allarme nei giovani Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Campagna di prevenzione disturbi alimentari

La Giornata nazionale del fiocchetto lilla ha acceso i riflettori sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con un focus particolare sui giovani. Ats Milano ha diffuso una guida per riconoscere i segnali d'allarme di patologie come anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata e forme emergenti.

La campagna di sensibilizzazione “Voto 10 con riserva“, promossa dall’Ospedale Niguarda con Fondazione Bullone e Fondazione Guido Venosta, mira a informare la cittadinanza sui rischi legati a queste malattie complesse e silenziose.

I campanelli d'allarme da non sottovalutare

Tra i sintomi più evidenti spiccano una drastica riduzione del peso corporeo, il rifiuto di aumentarlo, digiuno prolungato e comportamenti compensatori come il vomito o l'uso di lassativi. Anche le abbuffate incontrollate e l'eccessiva attività fisica sono segnali preoccupanti.

Esistono poi manifestazioni più subdole: l'evitamento di scoprirsi per nascondere il proprio corpo o la rinuncia a momenti sociali legati al cibo possono indicare un disagio profondo. L'isolamento sociale e l'insoddisfazione cronica possono celare disturbi alimentari.

Giovani e disturbi alimentari: l'età d'esordio si abbassa

I dati dell'Istituto Superiore di Sanità evidenziano che il 59% dei casi si concentra nella fascia d'età tra i 13 e i 25 anni. Preoccupa, tuttavia, il progressivo abbassamento dell'età d'esordio, con diagnosi che emergono già tra gli 8 e i 9 anni.

L'eccellenza scolastica o sportiva, sebbene valori positivi, possono trasformarsi in campanelli d'allarme se accompagnati da isolamento, insoddisfazione e un'eccessiva ricerca della performance. Riconoscere tempestivamente questi segnali è fondamentale per intervenire.

Il ruolo di genitori ed educatori nella prevenzione

La campagna “Voto 10 con riserva“ si propone di promuovere una cultura della prevenzione coinvolgendo attivamente genitori, insegnanti, educatori sportivi e allenatori. Queste figure, se adeguatamente informate, possono diventare il primo baluardo contro l'aggravarsi di questi disturbi.

L'obiettivo è fornire agli adulti gli strumenti necessari per osservare precocemente i segnali di disagio nei giovani, intervenendo prima che la situazione diventi critica. La prevenzione passa attraverso la consapevolezza e l'informazione.

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