Disturbi alimentari: i segnali d'allarme nei giovani
Campagna Niguarda: i segnali dei disturbi alimentari
La Giornata nazionale del fiocchetto lilla ha messo in luce la crescente problematica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. L'Ats Milano ha diffuso una guida per riconoscere segnali di rischio legati ad anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata e forme emergenti come ortoressia e vigoressia.
Tra i sintomi più evidenti figurano una drastica perdita di peso, il rifiuto di aumentare il peso corporeo, digiuni prolungati e comportamenti compensatori come il vomito o l'uso di lassativi. Anche l'attività fisica svolta in modo eccessivo può essere un indicatore di disagio.
Sintomi meno evidenti e impatto sociale
Accanto ai segnali fisici, esistono manifestazioni più subdole. Alcune persone tendono a coprire costantemente il proprio corpo, anche durante la stagione estiva, per nascondere presunti difetti fisici. Altri evitano situazioni sociali che prevedono il consumo di cibo, come pranzi o merende in compagnia.
Questi disturbi sono spesso silenziosi e complessi. L'eccessiva ricerca di risultati, l'insoddisfazione cronica e l'isolamento sociale possono celare un disagio profondo legato all'alimentazione.
La campagna “Voto 10 con riserva” per la prevenzione
L'Ospedale Niguarda, in collaborazione con Fondazione Bullone e Fondazione Guido Venosta, ha lanciato la campagna “Voto 10 con riserva”. L'iniziativa mira a sensibilizzare sull'importanza della prevenzione precoce dei disturbi alimentari.
I dati dell'Istituto Superiore di Sanità indicano che il 59% dei casi si manifesta tra i 13 e i 25 anni. Preoccupa l'abbassamento dell'età d'esordio, con diagnosi che emergono già tra gli 8 e i 9 anni.
Il ruolo di adulti e figure di riferimento
La campagna sottolinea come l'eccellenza scolastica o sportiva, se accompagnata da isolamento, insoddisfazione e ricerca ossessiva della performance, possa diventare un campanello d'allarme. Riconoscere tempestivamente questi segnali è fondamentale per intervenire su un disagio più profondo.
“Voto 10 con riserva” si propone di promuovere una cultura della prevenzione coinvolgendo genitori, insegnanti, educatori sportivi e allenatori. Queste figure, opportunamente informate, possono diventare il primo baluardo contro l'aggravarsi della malattia, osservando precocemente i segnali di disagio nei giovani.