Salute

Disturbi alimentari: boom di casi in Lombardia, allarme giovani

15 marzo 2026, 01:16 3 min di lettura
Disturbi alimentari: boom di casi in Lombardia, allarme giovani Immagine da Wikimedia Commons Milano
AD: article-top (horizontal)

Aumento disturbi alimentari in Lombardia

La Lombardia affronta un'emergenza sanitaria legata ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (Dna). Le stime più recenti indicano che quest'anno si raggiungerà quota 21.000 pazienti, un dato in crescita rispetto ai quasi 15.000 registrati tra il 2019 e il 2023. Questi numeri, secondo Alessandro Albizzati, responsabile della Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, rappresentano una fotografia realistica della situazione, intercettando coloro che accedono ai servizi socio-sanitari.

I disturbi alimentari, simboleggiati dalla Giornata del fiocchetto lilla, colpiscono in modo significativo la popolazione più giovane. Le reti di neuropsichiatria infantile (Uonpia) rappresentano il primo punto di riferimento per le famiglie che sospettano l'insorgenza di queste patologie nei minori.

Anoressia, bulimia e nuove complessità

Tra i disturbi più diffusi si confermano l'anoressia, che riguarda quasi la metà dei casi censiti, e la bulimia, con circa 2.800 pazienti. In entrambi i casi, la percentuale di pazienti di sesso femminile è molto elevata, raggiungendo il 90%. Tuttavia, il quadro clinico si è ampliato, includendo anche il binge eating (abbuffate), il disturbo evitante (Arfid) e altre condizioni non specificate (Nas).

Un dato preoccupante è l'aumento dei casi, stimato tra il 30% e il 40% dopo la pandemia. Inoltre, si osserva una crescente complessità, con confini sfumati tra i diversi Dna e altre problematiche psichiatriche. Sempre più frequentemente, i disturbi alimentari si accompagnano a comportamenti autolesionistici e, in alcuni casi, a tentativi di suicidio, che rappresentano la seconda causa di morte tra i 14 e i 19 anni in Italia e in Europa.

Interventi multidisciplinari e precoci

La gestione di queste fragilità richiede approcci diversificati. Come sottolinea Albizzati, è fondamentale intervenire su più fronti, considerando sia gli aspetti legati ai disturbi d'ansia e ai comportamenti autolesionistici, sia quelli strettamente legati all'alimentazione, che è un problema psichiatrico, psicosociale e organico. L'abuso di sostanze, sia farmaci che droghe, reperibili facilmente anche online, complica ulteriormente il quadro.

La Lombardia ha compiuto investimenti significativi per affrontare l'emergenza della salute mentale in età evolutiva, potenziando le comunità terapeutiche e introducendo unità di ricovero. Sono cruciali anche le strutture intermedie, i centri diurni e gli interventi domiciliari per rispondere a bisogni complessi. La neuropsichiatria infantile lavora con pazienti in una fase di sviluppo cerebrale, psichico e sociale in continua evoluzione, dove un Dna può interrompere questo processo.

La buona notizia è che da questi disturbi si può guarire. L'elemento chiave è la precocità dell'intervento: più rapida è la presa in carico, maggiori sono le possibilità di recupero e di ristabilire condizioni di crescita adeguate. Se un tempo l'intervallo tra l'esordio del disturbo e l'inizio delle cure poteva essere di tre anni, oggi questo tempo si è notevolmente ridotto.

AD: article-bottom (horizontal)