Disturbi alimentari, allarme in Lombardia: 21mila giovani colpiti
Aumento dei Disturbi Alimentari in Lombardia
La Lombardia registra un preoccupante aumento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) tra i minori. Le stime più recenti indicano che quest'anno si potrebbero raggiungere quasi 21.000 pazienti, un dato che riflette un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.
Alessandro Albizzati, responsabile della Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, sottolinea la gravità della situazione. Si parla di un boom del 40% dei casi dopo la pandemia, con situazioni cliniche sempre più complesse da gestire.
Anoressia, Bulimia e Nuove Complessità
Tra i disturbi più diffusi, l'anoressia colpisce quasi la metà dei casi censiti, seguita dalla bulimia. Sebbene le donne siano la maggioranza dei pazienti, con una percentuale che raggiunge il 90% per questi due disturbi specifici, il panorama si è ampliato.
Si osservano infatti altre condizioni come il binge eating e il disturbo evitante (ARFID), oltre ai disturbi alimentari non altrimenti specificati (NAS). Ciò che preoccupa maggiormente è la sfumatura dei confini tra i DNA e altre problematiche psichiatriche.
Ansia, Autolesionismo e Rischio Suicidiario
Il neuropsichiatra evidenzia come i disturbi alimentari si intreccino sempre più frequentemente con manifestazioni di autolesionismo e, in alcuni casi, con tentativi di suicidio. Questi comportamenti emergono in età sempre più precoci, già nei primi anni delle scuole medie.
La complessità sintomatologica rende difficile l'inquadramento di una condizione di base, che può essere legata a disturbi d'ansia o depressivi. L'intervento terapeutico deve quindi essere sfaccettato, affrontando sia gli aspetti legati al disturbo alimentare sia quelli psichiatrici e organici.
Il Ruolo della Neuropsichiatria e le Possibilità di Guarigione
La Lombardia ha compiuto investimenti significativi per potenziare la salute mentale in età evolutiva, creando comunità terapeutiche e unità di ricovero. L'obiettivo è rispondere alla crescente domanda con interventi diversificati, inclusi centri diurni e assistenza domiciliare.
È fondamentale sottolineare che dai disturbi dell'alimentazione si può guarire. L'efficacia del trattamento è strettamente legata alla precocità dell'intervento. Se in passato l'intervallo tra l'esordio del disturbo e la presa in carico poteva essere di tre anni, oggi questo tempo si è notevolmente ridotto, aumentando le possibilità di recupero.