Disturbi alimentari: allarme in Lombardia, 21mila giovani colpiti
Emergenza disturbi alimentari in Lombardia
La Lombardia registra un preoccupante aumento dei disturbi del comportamento alimentare, con circa 21.000 giovani colpiti. Le stime più recenti indicano un incremento significativo dei casi intercettati dai servizi socio-sanitari, un quadro che desta allarme tra gli esperti.
Alessandro Albizzati, responsabile della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, sottolinea la gravità della situazione. Dopo la pandemia, si è assistito a un boom del 40% di nuovi casi, con problematiche sempre più complesse da affrontare.
Anoressia, bulimia e nuove sfide
Tra i disturbi più diffusi figurano l'anoressia e la bulimia, che colpiscono prevalentemente la popolazione femminile. Tuttavia, si osserva anche un aumento di altre condizioni come il binge eating e i disturbi alimentari non altrimenti specificati (Nas).
Ciò che preoccupa maggiormente è la commistione di queste patologie con disturbi d'ansia e autolesionismo, talvolta sfociando in tentativi di suicidio. Questi comportamenti emergono sempre più precocemente, già negli anni delle scuole medie, rendendo complessa la diagnosi e l'intervento.
Interventi multidisciplinari e precoce
La cura di questi disturbi richiede un approccio sfaccettato, che consideri sia gli aspetti psichiatrici e psico-sociali sia quelli organici. È fondamentale che i pazienti riprendano ad alimentarsi correttamente per evitare danni sistemici.
La Lombardia ha investito in comunità terapeutiche e unità di ricovero per far fronte all'emergenza. L'intervento precoce è cruciale: più si agisce tempestivamente, maggiori sono le possibilità di guarigione e di ristabilire un percorso di crescita sano per i giovani colpiti.