Cronaca

Deragliamento tram: indagini su malore e sicurezza

13 marzo 2026, 05:46 2 min di lettura
Deragliamento tram: indagini su malore e sicurezza Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Indagini sul conducente e il malore

A due settimane dal grave incidente che ha visto un tram deragliare a Milano, le autorità giudiziarie stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Al centro dell'inchiesta vi è la versione del conducente, Pietro M., unico indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. L'uomo ha dichiarato di aver accusato un improvviso malore, descrivendo la sensazione di aver «visto tutto nero».

La diagnosi medica successiva ha indicato una sincope vasovagale, un episodio che avrebbe causato la perdita di controllo del mezzo. Secondo la sua testimonianza, il malore sarebbe stato innescato da un dolore persistente all'alluce sinistro, patito durante le operazioni di assistenza a un passeggero disabile in carrozzina poco prima dell'inizio del suo turno di servizio.

Il ruolo del telefono e della scatola nera

Le indagini stanno esaminando attentamente il telefono cellulare del conducente per verificare eventuali comunicazioni o attività nei momenti immediatamente precedenti l'incidente. L'obiettivo è determinare se il deragliamento sia stato causato esclusivamente dal malore o se vi siano state distrazioni fatali. Parallelamente, verrà analizzata la «scatola nera» del tram, un dispositivo che registra tutti i dati di funzionamento del veicolo, per ricostruire con precisione gli ultimi istanti prima dell'uscita dai binari.

Si sta verificando se il conducente abbia avvisato la centrale operativa dell'ATM prima dell'incidente. Le prime informazioni suggeriscono che non ci siano state segnalazioni dall'abitacolo prima del deragliamento, ma sarebbero state registrate due comunicazioni confuse dopo l'evento, in cui l'uomo lamentava un infortunio e menzionava il deragliamento.

Verifica dei sistemi di sicurezza

Un aspetto cruciale delle indagini riguarda i sistemi di sicurezza del Tramlink, un mezzo di ultima generazione. In particolare, gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sul dispositivo noto come «uomo morto». Questo sistema è progettato per attivare una frenata d'emergenza qualora il conducente non interagisca con un pulsante specifico entro determinati intervalli di tempo, segnalando così la sua vigilanza.

Gli investigatori devono accertare se questo sistema fosse correttamente attivato al momento dell'incidente e se sia entrato in funzione come previsto. La sua eventuale mancata attivazione o malfunzionamento potrebbe rappresentare un fattore determinante per comprendere le cause del tragico evento, che ha causato due vittime e 54 feriti.

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