Delitto della valigia: testimoni svelano tradimenti e movente
Udienza chiave per il femminicidio di Jhoanna Valle
La Corte d’Assise di Milano è stata teatro ieri di un’udienza cruciale nel processo per il cosiddetto delitto della valigia. Sono stati ascoltati testimoni chiave che hanno contribuito a delineare il contesto del tragico femminicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, 40 anni, uccisa dal compagno Pablo Gonzalez Rivas. Il suo corpo fu ritrovato, occultato in una valigia, nel fiume Adda oltre un mese dopo la sua scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025.
Relazione extraconiugale e maltrattamenti
Le testimonianze hanno fatto luce sulla relazione sentimentale della vittima con l'imputato. La datrice di lavoro di Jhoanna ha descritto la donna come visibilmente turbata e distratta nelle settimane precedenti alla sua morte, un cambiamento che aveva destato preoccupazione. Ha inoltre rivelato che Rivas intratteneva una relazione di lunga data con un'altra donna, la quale era attesa in Italia proprio nell'appartamento che Jhoanna condivideva con lui.
Amici comuni, anch'essi di origine salvadoregna, hanno ripercorso gli inizi della relazione tra Jhoanna e Rivas, iniziata circa dieci anni prima in Salvador. Nonostante i timori della zia di Jhoanna, che considerava Rivas inaffidabile a causa del suo comportamento da donnaiolo e del suo abuso di alcol, la giovane era innamorata. Rivas l'aveva convinta a trasferirsi a Milano con la promessa di raggiungerla presto, cosa che poi avvenne. La coppia aveva inizialmente vissuto momenti di felicità, ma negli anni la situazione era degenerata.
La scoperta del tradimento e la lite fatale
Le amiche hanno confermato che Rivas aveva ripreso contatti con la sua amante, chattando con lei e maltrattando Jhoanna, arrivando a dirle di non essere più attraente. La vittima aveva scoperto questa relazione extraconiugale, scatenando frequenti litigi. Secondo le amiche, Jhoanna non voleva abbandonare la casa, e questo avrebbe portato all'omicidio.
Un amico di Rivas ha corroborato questa versione, raccontando che l'imputato, dopo la scomparsa di Jhoanna, gli avrebbe confidato di aver bisogno di un box per nascondere una valigia, per poi scoppiare in lacrime e ammettere di averla uccisa dopo un litigio. L'amico ha anche confermato la relazione di lunga data di Rivas con una donna in Salvador, la cui visita in Italia era prevista per il 7 marzo, poco dopo la morte di Jhoanna.
Le indagini e le ipotesi sull'omicidio
Le indagini hanno stabilito che Jhoanna sarebbe stata aggredita violentemente, colpita con un cacciavite e soffocata dal compagno nel loro appartamento in piazza dei Daini. Dopo il fermo avvenuto il 7 febbraio, Rivas aveva tentato di sostenere che la morte fosse stata il risultato di un gioco erotico finito male, un'ipotesi che le testimonianze raccolte sembrano smentire categoricamente, puntando invece verso un movente legato alla gelosia e alla scoperta del tradimento.