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Leonardo Maria Del Vecchio sottolinea l'importanza di preservare il patrimonio aziendale del padre, Leonardo Del Vecchio. La holding Delfin, che controlla EssilorLuxottica, non deve essere ceduta a terzi, ma mantenuta come un presidio strategico per l'Italia.

Del Vecchio: "Il lavoro di mio padre resti patrimonio italiano"

Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito del fondatore di Luxottica, ha espresso una ferma posizione riguardo al futuro della Delfin, la holding che riunisce gli eredi del magnate degli occhiali. In una dichiarazione ufficiale, il giovane erede ha posto l'accento sulla necessità di salvaguardare l'eredità imprenditoriale del padre, definendola un vero e proprio «patrimonio dell'Italia».

Le sue parole arrivano in risposta a un'offerta di circa 30 miliardi di euro avanzata da Michal Strnad, un finanziere e produttore di armi di nazionalità ceca. Quest'ultimo avrebbe manifestato interesse nell'acquisire il capitale della Delfin, una mossa che preoccupa Leonardo Maria Del Vecchio.

La holding Delfin rappresenta il fulcro delle partecipazioni nel gruppo EssilorLuxottica, un colosso mondiale nel settore dell'ottica. La società, nata dalla fusione tra l'italiana Luxottica e la francese Essilor, è considerata un fiore all'occhiello dell'industria italiana, con una presenza globale e un impatto significativo sull'economia.

EssilorLuxottica, un campione italiano da proteggere

Secondo Leonardo Maria Del Vecchio, EssilorLuxottica non può essere trattata come una semplice «asset qualsiasi». La sua importanza strategica per il tessuto economico e industriale italiano è innegabile. La società rappresenta un esempio di successo imprenditoriale «italiano nel mondo», un marchio che porta il nome del paese sui mercati internazionali.

La sua gestione e il suo controllo devono quindi essere garantiti con la massima attenzione. Cedere il controllo a un soggetto esterno, soprattutto a un finanziere con interessi nel settore bellico, potrebbe comportare rischi non trascurabili per la stabilità e la visione a lungo termine dell'azienda.

La dichiarazione di Leonardo Maria Del Vecchio mira a rafforzare la posizione di chi, all'interno della famiglia, desidera mantenere un legame solido con le radici italiane del gruppo. L'obiettivo è preservare non solo il valore economico, ma anche l'identità e la storia di un'azienda che è diventata un simbolo del made in Italy.

La volontà espressa è quella di non disperdere il lavoro di una vita del padre, Leonardo Del Vecchio, che ha costruito un impero partendo da umili origini. La sua visione imprenditoriale ha plasmato un'azienda leader a livello globale, e questa eredità merita di essere protetta e valorizzata.

Partecipazioni Delfin: stabilità e trasparenza per l'Italia

Oltre alla quota in EssilorLuxottica, la holding Delfin detiene partecipazioni in altre importanti realtà aziendali. Leonardo Maria Del Vecchio ha sottolineato come queste partecipazioni siano «presidi» fondamentali. Essi devono rimanere «stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani».

Questa affermazione suggerisce una visione che va oltre il mero profitto finanziario. Si tratta di un impegno a mantenere un controllo che possa garantire la continuità operativa, la responsabilità sociale d'impresa e il beneficio per l'intero sistema economico italiano. La trasparenza nelle operazioni e nella gestione è vista come un elemento cruciale per mantenere la fiducia degli investitori e delle istituzioni.

La volontà di mantenere queste partecipazioni «stabili» indica una preferenza per una gestione a lungo termine, piuttosto che per operazioni speculative di breve periodo. Questo approccio è spesso associato a una maggiore attenzione verso gli investimenti in ricerca e sviluppo, l'innovazione e la sostenibilità, elementi chiave per la competitività futura.

Il riferimento ai «risparmiatori italiani» evidenzia ulteriormente l'importanza attribuita al ruolo sociale dell'impresa. Le grandi holding, controllando settori strategici, hanno un impatto diretto sulla vita di molti cittadini, sia come lavoratori che come consumatori o investitori. Assicurare che questi «presidi» siano gestiti con responsabilità è quindi un obiettivo primario.

La dichiarazione di Leonardo Maria Del Vecchio si inserisce in un contesto di dibattito più ampio sul ruolo delle grandi aziende italiane e sulla necessità di proteggere i settori strategici dalla speculazione estera. La sua presa di posizione rafforza l'idea che il patrimonio industriale del paese debba essere considerato un bene collettivo, da preservare per le generazioni future.

La figura di Leonardo Del Vecchio, scomparso nel giugno 2022, rimane un punto di riferimento. La sua capacità di trasformare un'idea in un impero globale è un esempio di imprenditoria italiana che merita di essere ricordato e protetto. Il suo quartogenito sembra voler raccogliere questo testimone, ponendo l'accento sulla responsabilità che deriva dalla gestione di un tale patrimonio.

La vicenda sottolinea la complessità delle successioni aziendali e le sfide che le famiglie imprenditoriali devono affrontare nel bilanciare gli interessi individuali con la salvaguardia del valore collettivo creato nel tempo. La posizione di Leonardo Maria Del Vecchio è un chiaro segnale di voler onorare la memoria del padre attraverso un impegno concreto per la tutela del suo lascito imprenditoriale.

La regione del Veneto, terra d'origine di Leonardo Del Vecchio e sede di molte delle sue prime attività imprenditoriali, osserva con attenzione queste dinamiche. La salvaguardia di realtà come EssilorLuxottica ha un impatto diretto sull'occupazione e sull'economia locale, rendendo la questione di particolare rilevanza per il territorio.

La holding Delfin, con sede in Lussemburgo, gestisce le partecipazioni degli eredi Del Vecchio, tra cui quelle in EssilorLuxottica, ma anche in altre società come il gruppo editoriale italiano RCS MediaGroup e la compagnia assicurativa Generali. La diversificazione degli investimenti testimonia la visione strategica di Leonardo Del Vecchio, volta a creare un portafoglio solido e resiliente.

La proposta di Michal Strnad, sebbene significativa dal punto di vista economico, solleva interrogativi sulla compatibilità dei suoi interessi commerciali con la natura e la storia del gruppo EssilorLuxottica. La produzione di armi, settore in cui Strnad opera, presenta un profilo etico e operativo molto diverso da quello dell'ottica e della moda.

La dichiarazione di Leonardo Maria Del Vecchio è un appello alla responsabilità e alla lungimiranza, un invito a considerare il valore intrinseco e strategico delle aziende italiane, ben oltre le mere transazioni finanziarie. La sua voce si aggiunge a quelle che chiedono una maggiore tutela del patrimonio industriale nazionale.