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Leonardo Maria Del Vecchio attacca il CEO di EssilorLuxottica, Francesco Milleri, per le performance negative dell'azienda. Critica la gestione e la visione post-fondatore, evidenziando perdite significative.

Critiche alla gestione di EssilorLuxottica

Leonardo Maria Del Vecchio ha espresso forte disappunto nei confronti di Francesco Milleri, amministratore delegato di EssilorLuxottica. Le sue dichiarazioni sono emerse durante un'intervista a Pulp Podcast. Del Vecchio ha motivato il suo recente allontanamento dal gruppo, fondato dal padre, pur rimanendo socio tramite Delfin. La sua decisione deriva da una percezione di gestione non ottimale.

Il giovane imprenditore ha sottolineato come le performance attuali dell'azienda, con una perdita del 50%, dovrebbero destare maggiore preoccupazione in Milleri. Ha evidenziato la natura di public company, seppur con una quota di controllo del 30% detenuta da Delfin, suggerendo una responsabilità diretta del CEO. La sua critica non riguarda il rapporto personale, ma i risultati concreti.

Motivazioni del passo indietro

Del Vecchio ha chiarito che il suo allontanamento non è legato a questioni personali con Milleri. Ha affermato: «Qualsiasi persona può essere il miglior amico, il secondo padre, ma se non porta i risultati o fa meno 50% alla fine quell'azienda porta un cognome, Del Vecchio». Ha aggiunto che non può esporsi pubblicamente quando gli stipendi vengono bloccati o i manager registrano cali di performance così significativi.

Ha spiegato che, in passato, era il primo sostenitore quando i risultati erano positivi. Ora, di fronte a un calo del 50%, ha scelto di ritirarsi. L'imprenditore ha attribuito questo declino alla fine dell'«onda lunga» lasciata dal padre, Leonardo Del Vecchio. Secondo lui, dopo la scomparsa del fondatore, è mancata una visione strategica adeguata.

Eredità e controversie legali

Leonardo Maria Del Vecchio ha anche toccato il tema dell'eredità paterna, del valore di circa 40 miliardi di euro. Ha specificato che solo una piccola parte, circa 300 milioni, è legata a lasciti testamentari per Francesco Milleri e ad alcuni beni immobiliari della madre. Ha definito «guerra per 300 milioni» le dispute legali in corso.

Questi lasciti hanno spinto alcuni fratelli ad accettare l'eredità con beneficio d'inventario. Questo ha portato, di fatto, a un blocco dei dividendi di Delfin. Del Vecchio ha ribadito la sua intenzione di far rispettare la volontà del padre, indipendentemente dal suo rapporto con Milleri. Ha menzionato diverse cause per beneficio d'inventario in corso.

Volontà del padre e futuro del gruppo

L'imprenditore ha sottolineato che l'operazione di scalata a Delfin era subordinata alla chiusura della successione. Ha chiarito che l'obiettivo non era favorire Francesco Milleri, ma rispettare le disposizioni testamentarie. Ha espresso il desiderio di chiudere una successione che si protrae da troppo tempo. Ha concluso affermando che il padre ha offerto loro la possibilità di agire e di non distruggere, più che l'amore. La sua intenzione è preservare questo lascito.

Le dichiarazioni di Leonardo Maria Del Vecchio aprono un nuovo capitolo nelle dinamiche interne di EssilorLuxottica. Le critiche mosse al CEO mettono in luce le tensioni legate alla gestione aziendale e all'eredità di un impero industriale. La questione dei lasciti testamentari e delle conseguenti azioni legali continua a influenzare la stabilità del gruppo.

Le sue parole evidenziano una profonda divergenza di vedute sulla strategia e sulla gestione operativa. La sua ferma posizione nel voler rispettare le volontà paterne indica una determinazione a influenzare il futuro del gruppo, anche a costo di alimentare ulteriori conflitti. La situazione rimane complessa, con ripercussioni sull'andamento finanziario e sulla governance di EssilorLuxottica.