Corte dei Conti: abusi edilizi, San Siro e medaglie olimpiche nel mirino
Danni erariali e abusi edilizi a Milano
La Corte dei Conti di Milano ha inaugurato l'anno giudiziario con un bilancio pesante: nel 2025 sono stati segnalati danni erariali per oltre 85 milioni di euro in Lombardia. Tra le principali aree di indagine figurano presunti abusi edilizi nel capoluogo lombardo, con una decina di istruttorie già aperte.
Queste indagini riguardano procedimenti penali già definiti o in corso, focalizzati su nuove costruzioni spacciate per ristrutturazioni. Tra i casi sotto esame compaiono la Torre Milano in via Stresa, un palazzo in via Fauchè, il progetto Bosconavigli di Stefano Boeri, l'Hidden Garden in piazza Aspromonte e le Residenze Lac in via Cancano.
San Siro e Olimpiadi: sotto la lente della Procura
Particolare attenzione è rivolta anche alla vendita dello stadio San Siro alle squadre di calcio Milan e Inter. L'istruttoria, avviata a seguito di diverse segnalazioni, contesta una presunta sottostima del valore dell'impianto sportivo, sebbene l'esito sia ancora da definire.
Per quanto concerne le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, al momento non risultano iniziative dirette da parte della Corte dei Conti. Tuttavia, una specifica istruttoria è in corso e riguarda i Giochi del passato, con una federazione sportiva indagata per un danno erariale legato alla fusione di medaglie d'oro al fine di lucrare sul ricavato.
Riforma Foti e criticità per gli enti locali
La contestata riforma Foti sulla Corte dei Conti rischia di limitare significativamente i risarcimenti per gli enti territoriali. Secondo il procuratore regionale Paolo Evangelista, la riforma ridurrebbe al 30% la percentuale massima del danno erariale recuperabile in caso di illecito.
Questa modifica, unita a un tetto massimo di risarcimento pari a due anni di retribuzione dei responsabili, rischia di vanificare la funzione deterrente delle indagini. Il presidente della Corte dei Conti della Lombardia, Vito Tenore, ha espresso critiche, definendo l'idea della «paura della firma» da parte dei dipendenti pubblici come «onirica» e sottolineando il coraggio della dirigenza nel rispettare le regole.