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Centinaia di studenti a Corsico hanno partecipato a una marcia per la legalità, sensibilizzando contro la pervasiva presenza di clan mafiosi in Lombardia. L'evento ha ricordato le vittime e sottolineato l'importanza dell'impegno giovanile contro la criminalità organizzata.

Studenti in marcia contro la criminalità organizzata

A Corsico, centinaia di giovani studenti delle scuole primarie hanno sfilato in una marcia dedicata alla legalità. L'iniziativa, volta a sensibilizzare contro la criminalità organizzata, ha visto la partecipazione delle istituzioni locali. L'evento si è concentrato sulla memoria delle vittime di mafia. I nomi e le storie di coloro che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità sono stati letti pubblicamente. La manifestazione è stata dedicata ai giovani partecipanti. Hanno preso parte centinaia di studenti. La marcia della legalità ha incluso la lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia. Quest'anno, l'evento si è tenuto proprio a Corsico. Hanno partecipato istituzioni, forze dell'ordine e associazioni. Cittadini e rappresentanti si sono alternati nella lettura di un testo. Questo testo è nato con l'associazione Libera 31 anni fa. È stato definito un «rosario civile».

La lotta alle mafie in Lombardia: un impegno quotidiano

Il sindaco di Corsico, Stefano Ventura, ha sottolineato la lunga storia di questa battaglia. «I nomi delle prime vittime risalgono alla seconda metà dell’Ottocento», ha affermato. Ha descritto la lotta come «una battaglia lunghissima contro le mafie». Questa battaglia è portata avanti dallo Stato, dalla magistratura, dalle forze dell'ordine e dalla società civile. «Una battaglia da portare avanti ogni giorno», ha aggiunto il sindaco. Ha enfatizzato l'importanza di comportamenti e azioni concrete. Questo impegno deve iniziare fin da piccoli. Il sindaco ha espresso grande orgoglio per la presenza di tutte le scuole di Corsico. La manifestazione ha visto la partecipazione di scolaresche e istituzioni. L'evento si è svolto a Corsico.

L'impegno dei giovani e la gestione dei beni confiscati

Gianluca Vitali, presidente della Commissione antimafia di Corsico, ha citato le parole di don Ciotti: «L’indifferenza fa la differenza». Ha espresso emozione nel sentire i giovani parlare di legalità. Ha evidenziato come i giovani stiano diventando parte di una rete sempre più estesa. La loro partecipazione agli eventi della «Primavera della Legalità» è significativa. Questa rassegna coinvolge 16 Comuni. Tra i temi trattati, è emersa la questione dei beni confiscati. La loro gestione è un punto cruciale. In Lombardia, i beni confiscati alle mafie superano i tremila. La regione si posiziona al quarto posto in Italia per numero di beni confiscati. Tuttavia, solo la metà di questi immobili è stata restituita alla comunità. Questo avviene per progetti sociali, come previsto dalla normativa vigente. La marcia si è snodata per le strade di Corsico.

La presenza mafiosa in Lombardia e il ruolo di Milano

Il sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti, ha sottolineato la necessità di un impegno politico concreto. Questo impegno deve mirare a finanziare le rigenerazioni. Deve anche facilitare la restituzione dei beni confiscati alla società. Rino Pruiti è anche consigliere delegato alla Legalità di Città metropolitana di Milano. Rivolgendosi ai giovani, ha affermato: «Vedere il vostro impegno è emozionante». Questo dimostra che il testimone della lotta può essere passato. Sono i giovani, ha spiegato, a dover portare avanti questa eredità. L'arma più potente contro le mafie è lo studio e la cultura. La Lombardia, e in particolare Milano, sono aree dove i clan mafiosi sono maggiormente ramificati. La 'ndrangheta e la camorra hanno stabilito una forte presenza al di fuori delle loro regioni d'origine. Secondo un monitoraggio recente sulla presenza mafiosa in Lombardia, condotto da Polis Lombardia e Università Statale di Milano, il fenomeno è in continua evoluzione. Le mafie cercano costantemente nuovi spazi. Cercano sia da conquistare sia per trovare riparo. Il report evidenzia che la minaccia mafiosa in Lombardia è principalmente legata alla 'ndrangheta. Si considera la Lombardia la «seconda regione di 'ndrangheta» d’Italia. Le associazioni antimafia sono attive in Lombardia.

Il ritorno di Cosa Nostra e le nuove strategie dei clan

La Direzione distrettuale antimafia ha registrato un ritorno significativo di Cosa Nostra. Questo ritorno è considerato importante. Si notano anche tendenze all'emulazione del modello mafioso da parte di alcune organizzazioni criminali straniere. Il dinamismo mafioso si accentua nelle province nord-occidentali. Queste includono Varese, Como e Lecco. Queste aree svolgono una funzione di cerniera operativa. In particolare, Varese e Como sono strategiche per i collegamenti con la Svizzera. La Svizzera è una meta di rapidi spostamenti per i clan. Questo permette loro di sfuggire alla repressione in Lombardia. Consente anche di creare nuove «colonie» nel tessuto europeo. Il report segnala una migrazione dei clan. Si spostano dai loro insediamenti storici nel sud e sudovest milanese. Si dirigono verso i piccoli centri del Pavese. Qui cercano di mimetizzarsi e operare con minore visibilità. Il tesoro criminale delle mafie in Lombardia è ingente. Sono state sequestrate oltre 3.300 proprietà. 124 aziende sono state confiscate. Secondo dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, elaborati da Libera a febbraio di quest'anno, in Lombardia ci sono 1.995 beni immobili confiscati e destinati. Altri 1.309 sono in gestione e in attesa di destinazione. Per quanto riguarda le aziende, 124 sono confiscate e destinate. Altre 240 sono ancora in gestione. La provincia di Milano guida la classifica per beni immobili sequestrati e confiscati, con 1.561 unità. Segue Monza con 389, Brescia con 288, Varese con 240, Bergamo con 172 e Como con 169. Per le aziende, Milano ha 146 in amministrazione, 23 a Brescia, 10 a Bergamo, 5 a Como, 2 a Lecco e Sondrio.

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